Riforma pensioni
Riforma pensioni: Quota 102 o Quota 41?

Dopo il confronto della scorsa settimana, il problema della riforma pensioni si sta avvicinando sempre di più al nocciolo della questione. Al momento, le ipotesi in gioco per il superamento di Quota 100 rimangono solo due: Quota 102 e Quota 41.

Prima ipotesi per la riforma pensioni: Quota 102

La scorsa settimana si è tenuto l’incontro tra Governo e sindacati che ha decretato la proroga per il 2021 di Opzione Donna e Ape sociale.

Per quanto riguarda invece Quota 100 e lo scalone di 5 anni che si verificherebbe alla sua scadenza, l’esecutivo ha deciso di rimandare momentaneamente ogni altra decisione.

Tuttavia, nelle ultime ore sembrano essere tornate in gioco due diverse ipotesi per il superamento di Quota 100: Quota 102 e Quota 41.

Ad oggi, l’opzione più accreditata sembrerebbe Quota 102, grazie a cui dal 1° gennaio 2022 si potrebbe andare in pensione con:

  • 64 anni di età;
  • 38 anni di contributi versati;
  • un assegno pensionistico ridotto tra il 4% e il 15%.

Seconda ipotesi: Quota 41

La seconda ipotesi di anticipo pensionistico presa in considerazione per la prossima riforma pensioni è Quota 41.

Attualmente questa misura risulta già in vigore, ma solo per alcune categorie:

  • lavoratori precoci: coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni di età;
  • lavori gravosi e usuranti: caregiver, invalidi civili, disoccupati di lungo corso e coloro che svolgono mansioni gravose.

La vera novità di Quota 41 sarebbe, di fatto, l’estensione dei beneficiari fino a comprendere anche i cosiddetti lavoratori fragili, coloro che non risultano idonei al lavoro e chi è impegnato in settori ad alto rischio di contagio da Covid.

Questa misura permetterebbe, quindi, a tutte le categorie sopracitate di andare in pensione con 41 anni di contributi versati, a prescindere dall’età anagrafica. Nello specifico, le donne vi accederebbero con 41 anni e 10 mesi di contributi e gli uomini con 42 anni e 10 mesi.