Diretta Conte, nuovo DPCM: quando parla il Premier?
Diretta Conte, nuovo DPCM: quando parla il Premier?

Covid-19, nuovo record ieri di positivi: 16.079 casi, con 7.500 tamponi in meno effettuati. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha dichiarato che ‘la situazione si sta rivelando molto critica‘: tuttavia, il premier ha confermato che il governo ‘è pronto a intervenire nuovamente se necessario’.

Covid-19, Conte: ‘Siamo pronti a intervenire se necessario’

Conte, comunque, ha parlato di situazione ben diversa rispetto a quella affrontata la scorsa primavera ma che, comunque, ‘si sta rivelando molto critica’. Molte Regioni, come Lombardia, Campania e Lazio, hanno già adottato, tramite specifiche ordinanze, misure più restrittive. Il presidente del Consiglio, su questo punto, è stato chiaro: si chiede ‘il massimo coordinamento tra i diversi livelli di governo’.

Le ordinanze delle Regioni possono anche essere tutte diverse ma non dovranno oltrepassare le regole stabilite dal governo: ‘Devono preservare i caratteri di omogeneità e coerenza’, ha ribadito Conte. 

Scuola, premier Conte: ‘Le lezioni continueranno in presenza’

Sul fronte scuola, è scontro in Lombardia sulla didattica a distanza con il premier che sta cercando di operare un’azione di mediazione. Conte ha ricordato che le lezioni continueranno in presenza e dove, solo per le scuole superiori, sono previsti ingressi scaglionati e turni pomeridiani, sarà compito della ‘ministra Azzolina presiedere perché questo avvenga’.

Secondo quanto riporta il ‘Corriere della Sera‘ nell’edizione di oggi, venerdì 23 ottobre, il governo potrebbe prendere nuove misure, ancora più drastiche, se entro una settimana non assisteremo ad una frenata nell’aumento dei contagi: si parla di possibile coprifuoco dalle 21 o addirittura di consentire l’uscita dalle abitazioni solo per andare a scuola e al lavoro, dunque limitando al massimo le attività ‘non essenziali’.

Il premier Conte resta, comunque, contrario a un nuovo lockdown nazionale, mentre il ministro della Salute, Roberto Speranza non esclude la necessità di un ‘reset’, anche solo per due settimane, per dare un po’ di
respiro al nostro sistema sanitario. ‘Valutiamo la curva e ci teniamo
pronti’, ha dichiarato il ministro.