Il piano di Azzolina per la riapertura della scuola: basta scuole chiuse
Il piano di Azzolina per la riapertura della scuola: basta scuole chiuse

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha dichiarato che occorre “lavorare nell’interesse dei ragazzi, l’assenza da scuola avrebbe conseguenze drammatiche per il loro futuro”. Negli ultimi giorni, l’esponente pentastellata ha indirizzato un messaggio ai governatori di Campania e Lombardia, invitandoli a trovare una valida alternativa al ritorno totale della didattica a distanza.

Lucia Azzolina: i presidi le danno ragione

Anche il vertice dell’Associazione Nazionale Presidi sembra essere d’accordo con il modus cogitandi “azzoliniano” affermando, con alcune dichiarazioni riportate da Huffington Post: “La didattica in presenza è un valore da preservare il più possibile”. Il presidente Antonello Giannelli ha, inoltre, espresso alcune perplessità: “Ho dei dubbi sul fatto che la regione possa imporre in questo modo una modalità organizzativa della didattica alle scuole, le scuole sono autonome e l’autonomia è tutelata dalla Costituzione”.

Loading...

Anche Luigi Di Maio difende Azzolina

Le scuole non devono subire un lockdown: questa è la linea di pensiero della maggior parte del governo. Tuttavia, non tutti la pensano allo stesso modo e, come prevede la nostra costituzione, ogni regione è libera di scegliere le proprie modalità per fronteggiare la nuova ondata da coronavirus.

Loading...

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha difeso fortemente il pensiero di Lucia Azzolina affermando: “In questi mesi ho visto e letto tante polemiche ad esempio sulla scuola, uno dei comparti che invece sta reagendo meglio e trovo assurda la campagna politica fatta contro la ministra”. Intanto, in Campania prosegue la DAD come programmato dal presidente De Luca, con imminente lockdown che riguarderà l’intera regione.

Le parole di Conte

il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sempre definito l’istruzione “un asset fondamentale”. Ha recentemente dichiarato: “Bisogna evitare la chiusura delle scuole”. Con la presentazione del nuovo DPCM, il premier ha affermato, tramite alcune dichiarazioni riportate da varie testate tra cui Orizzonte Scuola: “Le attività scolastiche continueranno in  presenza, non possiamo permetterci che uno degli assi portanti del  paese possa subire ulteriori compromissioni e sacrifici”.

Dopo il concorso straordinario anche l’ordinario?

Nonostante la seconda ondata di coronavirus che ieri ha superato i 19.000 nuovi contagi, è ufficialmente iniziato il concorso ordinario per l’immissione in ruolo di 32.000 docenti. Al momento non si hanno informazioni certe riguardo l’inizio dell’ordinario, anche se il Ministero dell’Istruzione aveva precisato come le preselettive inerenti sarebbero iniziate immediatamente dopo la fine ufficiale dello straordinario (data prevista 16 novembre). Per ora non abbiamo comunque una data precisa dell’inizio del concorso ordinario, volto all’assunzione di oltre 30.000 docenti.