Comunicato Caregiver familiari comma 255: 'La scuola è di tutti e di ciascuno'
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Classi in quarantena in aumento. La decisione spetta alle Asl che però iniziano ad essere sotto pressione.

Classi in quarantena sono in aumento

Classi in quarantena in aumento, dovuti ai contagi. E’ il dato che non compare nei monitoraggi del Mi. Infatti sono pubblicati quelli relativi ai contagi tra gli studenti e il personale scolastico. Eppure l’aumento delle classi coinvolte sta diventando la nuova criticità nel rapporto tra scuola e Asl. Solo quest’ultima può imporre lo stato di quarantena per la classe, il plesso ed eventualmente l’edificio.
Ora questa decisione è rapida in tempi normali o comunque con un tasso di contagi bassi. Purtroppo questi stanno aumentando nelle scuole, in quanto queste non sono corpi separati dal contesto generale. Siamo passati, infatti da 1008 casi settimane (14 settembre inizio ufficiale anno scolastico) a 19.143 (23 ottobre). Occorre però considerare che sono aumentati i tamponi effettuati: il 14 settembre erano 45.309, ieri invece sono stati 182.032.

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Le Asl iniziano ad essere in sofferenza

E’ facile comprendere che l’aumento dei contagi a scuola e quindi la conseguente messa in quarantena da parte delle Asl, stia diventando un problema.
Tra la comunicazione della situazione alla Asl e la formalizzazione della quarantena possono passare anche diversi giorni. La generale criticità è confermata da A. Giannelli (ANP) in un articolo su La Repubblica.it. “Con ritmo sempre più incalzante pervengono segnalazioni di gravi criticità riguardanti le modalità di interlocuzione tra le scuole e le aziende sanitarie locali che rendono estremamente difficoltosa la gestione delle misure necessarie a garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche”. Proseguendo la lettura dell’articolo sono elencati alcuni esempi. Nel nostro caso risulta interessante il seguente passaggio: “la conferma ufficiale della presenza di casi positivi è giunta alle scuole, con pretesa di valore retroattivo, solo successivamente al momento della comunicazione ai dipendenti e alle famiglie incrementando il rischio di contagio e creando grave disorientamento.”

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La decisione di alcuni Dirigenti che non attendono

Di fronte a questi ritardi dovuti all’aumento della pressione sulle aziende sanitarie, alcuni presidi stanno mettendo in quarantena le classi coinvolte. Decisione che ricordo spetta solo all’Asl. Si legge su Ilfattoquotidiano.it: “Ho tenuto una classe a casa di mia iniziativa. La mamma di uno studente mi aveva avvisato che il figlio era positivo. Ho provato subito a mettermi in contatto con l’Ats, mandando una mail e chiamando al telefono per tre giorni di fila ma la linea era sempre occupata”…Io non sono un’autorità sanitaria, non posso disporre la quarantena, ho bisogno di un atto ufficiale, quindi mi sono limitato a raccomandare di non frequentare la scuola. Per fortuna ha prevalso il buon senso e tutti sono rimasti a casa in didattica a distanza”.
Decisione saggia che va oltre il rispetto delle procedure. Il compito dei Dirigenti scolastici deve andare alla sostanza della questione , tenendo però presente il diritto alla salute dei propri dipendenti e studenti (D.M.81/08). La domanda è la seguente: quanti Dirigenti lo fanno?