Gps, Mad e contratti Covid, la delusione dei precari

Giunti a fine ottobre possiamo cominciare a tirare le prime somme. Quello che doveva essere un anno scolastico diverso (in senso positivo) per i precari, si è rivelato più che deludente.

Dalle Gps, all’ostacolo dell’invio delle Mad, alla recente sospensione dei contratti Covid. Tutto sembra contro agli aspiranti supplenti, molti dei quali stanno perfino pensando di cambiare lavoro.

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Divieto invio Mad

Consideriamo l’assurdo veto dell’invio Mad rivolto a chi risulti già inserito nelle Gps. Veto che, tra l’altro, non è mai stato effettivamente chiarito, lasciando aperto il dubbio, spesso anche presso gli stessi sindacati, se le messe a disposizione potessero comunque essere inviate agli istituti scolastici siti in province diverse rispetto a quella di iscrizione in Gps.

Nessun veto ovviamente si pone riguardo l’invio delle Mad presso le scuole paritarie, non creando alcuna violazione della normativa.

Un impedimento di questo tipo però ha sicuramente contribuito a danneggiare molti precari che, non ricevendo alcun’altra supplenza dalle graduatorie provinciali o dalle graduatorie d’istituto, avrebbero aspirato a lavorare da Mad, come gli anni scorsi.

Gps, un sistema di reclutamento lacunoso

L’altro aspetto su cui si fonda la delusione dei precari è quello delle Gps. Dovevano rappresentare un sistema innovativo di reclutamento a tempo determinato, fornendo un duplice canale di assunzione (appunto le graduatorie provinciali e le solite graduatorie d’istituto), invece molti supplenti ad oggi si trovano ancora senza lavoro.

Per non parlare degli errori di punteggio, delle rettifiche e delle lungaggini nelle convocazioni da parte dei vari uffici scolastici, in alcuni casi protrattesi anche in orari notturni.

Revoca contratti Covid

Nelle ultime ore è emersa poi un’altra stucchevole notizia che ha suscitato ovviamente preoccupazione. Pare infatti che alcune regioni come Toscana e Veneto stiano revocando i contratti Covid, per motivi non ancora chiari. Mancanza di soldi? Sbaglio di conti sui numeri di organico aggiuntivo da assumere?

Sta di fatto che a farne le spese saranno ancora una volta sempre i precari.