Rischio lockdown per 8 Regioni secondo report ISS

Covid-19, la situazione ad oggi, sabato 24 ottobre, risulta in continuo peggioramento. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non vuol sentir parlare di ‘lockdown’ totale ma il governo sarà costretto, molto presto, ad adottare delle contromisure particolarmente stringenti. 

Covid-19, allarme ISS: otto Regioni sarebbero a rischio lockdown

Di fronte ai contagi fuori controllo, secondo quanto riporta ‘Repubblica’ di oggi, sabato 24 ottobre, il governo potrebbe decidere di varare un semi-lockdown’ in otto regioni: si potrà uscire solo per lavorare e andare a scuola. Otto Regioni e una Provincia autonoma si trovano già nello scenario peggiore, lo scenario 4, ovvero una ‘trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo’. 

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Nella settimana tra il 12 e il 18 ottobre, secondo il report dell’Istituto Superiore della Sanità, hanno raggiunto lo scenario 4 Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. In tre casi (Bolzano, Umbria ed Emilia Romagna) la situazione sarebbe un po’ meno grave dal punto di vista della classificazione complessiva del rischio. Attenzione, però, perché nel report che verrà fatto tra sette giorni, le regioni attualmente a rischio 3, vale a dire Campania, Lazio, Marche e Toscana, saliranno, con tutta probabilità, di livello.

Iss: ‘Necessarie misure drastiche, con precedenza per le aree maggiormente colpite’

Secondo le tabelle che, ricordiamolo, si riferiscono alla settimana dal 12 al 18 ottobre, servirebbe una serie di interventi a partire dall’istituzione di zone rosse: si dovrebbe prevedere l’interruzione di attività produttive a rischio e restrizione alla mobilità interregionale e intraregionale. Inoltre, si dovrebbe prevedere anche l’uso obbligatorio dei dispositivi di protezione a scuola anche quando il distanziamento minimo di un metro viene rispettato. Gli esperti ritengono che siano ‘necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità’.