alternativa alla religione cattolica, attività da svolgere e supplenze

In tutte le scuole statali di ogni ordine e grado la famiglia dello studente o lo studente stesso possono decidere se avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica a seconda del proprio credo religioso. Qualora optassero per il non avvalersene, per gli interessati è previsto l’insegnamento della materia alternativa alla religione cattolica.

Vediamo in che modo si articola questa attività e come viene valutata ai fini delle supplenze.

Loading...

In cosa consiste l’attività alternativa?

Nelle ore dedicate alla religione cattolica, ciascun insegnante è tenuto a svolgere l’attività alternativa in altra aula con gli alunni che ne hanno fatto richiesta.

Queste ore devono essere dedicate, per la scuola primaria, ad attività didattiche e formative oppure ad attività di ricerca individuale con assistenza del docente. Mentre per il secondo ciclo di istruzione possono consistere anche in libere attività di studio o ricerca anche senza la presenza dell’insegnante.

In linea di massima si tratta di attività di approfondimento dei programmi attinenti ai valori fondamentali della vita e alla convivenza civile, per le quali è prevista una valutazione sebbene non rientrino tra le materie curricolari.

Supplenze su alternativa, cosa c’è da sapere

Per quanto riguarda le supplenze su alternativa, le assegnazioni avvengono non dalle gps e quindi da parte degli uffici scolastici provinciali, ma scorrendo le graduatorie d’istituto.

In particolare, le ore di alternativa possono essere attribuite o ai supplenti già in servizio che necessitino di completare l’orario, o stipulando contratti ex novo di supplenza. Le ore di alternativa non possono in ogni caso essere inserite tra le ore di potenziamento.

La durata di questa tipologia di supplenza deve essere necessariamente fino al termine delle attività didattiche e comunque non oltre il 30 giugno.

Quanto infine alla valutazione del servizio e al punteggio, secondo l’art 15 comma 2 dell’O.M 60/2020 deve essere valutato come servizio aspecifico nelle gps e nelle graduatorie d’istituto di terza fascia.

Il punteggio acquisito, sempre in base alla citata ordinanza, è di 1 punto per ogni mese di servizio, fino ad un massimo di 6 punti per ogni anno scolastico a prescindere dalla fascia di appartenenza, contrariamente a quanto avveniva fino all’anno scorso in cui il servizio su alternativa dava punteggio solo agli appartenenti alla terza fascia G.I.

Nessun punteggio invece per le Gae.