Concorso straordinario docenti, Sasso: 'Giusto per esser chiari sulla stabilizzazione'

I docenti precari continuano a protestare contro il mancato rinvio del concorso straordinario della scuola secondaria, così come confermato ancora dall’ultimo DPCM del 25 ottobre che salva lo svolgimento dei concorsi pubblici e privati.

Per diffondere il malcontento e sensibilizzare su questa tematica, è stato creato su Facebook un gruppo dal nome ‘No concorso straordinario durante Covid’. Scopo del gruppo, che conta quasi 5000 membri, è proprio quello di enfatizzare la necessità di spostare il concorso in un momento diverso da quello attuale, visto l’evolversi della situazione pandemica.

Loading...

La preoccupazione dei precari, il comunicato

Sono circa 66000 i precari che fino al 16 novembre si sposteranno tra le regioni d’Italia per partecipare alle prove del concorso straordinario, nonostante l’aumento esponenziale dei contagi e le modalità non propriamente sicure, contrariamente a quanto più volte affermato dal ministro Azzolina.

Loading...

Sale dunque la preoccupazione dei docenti precari interessati.

Questo il comunicato diffuso sul gruppo facebook:

‘apprendiamo con sconcerto – nonostante il preoccupante aumento esponenziale dei contagi – che 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 i concorsi continueranno ad essere svolti, senza tener conto della mobilità sul territorio nazionale, in particolare previsto per il concorso straordinario scuola.

𝐂𝐇𝐈𝐄𝐃𝐈𝐀𝐌𝐎 come sia possibile considerare sicuro un concorso che prevede 70.000 docenti che si spostano per l’Italia intera e come si concilia la scelta di non bloccare il concorso con gli accorati e numerosi appelli al limitare al minimo gli spostamenti che provengono proprio dal governo.

Chiediamo come faccia il CTS a considerare oggi sicura la procedura, tenendo conto dello spostamento che il concorso prevede (con tanto di appelli alla limitazione degli spostamenti da parte di ministri, virologi e lo stesso Governo). Continuiamo a ripetere l’assurdità di tutta questa fretta: stiamo lavorando nelle scuole (ancora aperte) e il governo ci obbliga a fare lunghi viaggi, solo perché il MIUR non ha preso la responsabilità di inserire ogni candidato nelle sedi vicine alla propria residenza.

Per non parlare dei viaggi fuori dalla regione (anche di 800 km) o intra regionali anche di 200 km (un criterio assurdo – alfabetico- di assegnazione sede che non permette di partecipare in sedi anche nella propria città o paese). Numerosi docenti non potranno partecipare perchè positivi al Covid o in isolamento. Ci sentiamo sviliti, non ascoltati e non capiamo perché. Questa è l’ennesima umiliazione che subiamo. Ma soprattutto siamo preoccupati di poter essere veicolo di contagio, ritornando il giorno dopo dalle nostre famiglie e dai nostri alunni.’