Riforma pensioni scuola
Riforma pensioni: novità a scuola

Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha recentemente evidenziato la necessità di introdurre nella Riforma pensioni anche alcune novità inerenti al settore scolastico. Di che cosa si tratta?

Riforma pensioni: le richieste di Pacifico

In una recente intervista, Marcello Pacifico, presidente Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori), oltre a parlare della didattica a distanza, ha toccato anche l’importante tema della Riforma pensioni.

Loading...

Entrando nel vivo della questione previdenziale, Pacifico ha sottolineato la necessità di riconoscere, innanzitutto, il burnout che il personale scolastico può maturare.

Loading...

In secondo luogo, ha invitato il Governo “a rivedere il sistema delle pensioni e aprire delle finestre che permettano al personale docente di poter andare prima in pensione“.

Inoltre, sempre secondo Pacifico sarà essenziale:

  • rivedere i profili professionali per il personale Ata;
  • riconoscere il ruolo della vice dirigenza per il personale docente;
  • riconoscere la parità di trattamento tra il personale di ruolo e quello precario;
  • predisporre risorse aggiuntive per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici.

A quest’ultimo proposito, il presidente Anief ha voluto approfondire ulteriormente il problema.

“Noi riteniamo che rispetto ai 100 euro già previsti almeno nelle more debbono essere messi almeno altri 80 euro per recuperare l’inflazione cresciuta negli ultimi 10 anni”.

Scuola e finestre di pensionamento

La richiesta del presidente Anief di aprire nuove finestre nasce dal fatto che docenti e Ata, per andare in pensione, devono rispettare il calendario scolastico.

Ciò significa che sia per la pensione d’ufficio che per quella a domanda, la scuola ha a disposizione una sola finestra di pensionamento all’anno.

Di fatto, al momento, il personale scolastico può uscire dal mondo del lavoro solo il 1° settembre di ogni anno, con cessazione del servizio dal 31 agosto.

Per quanto riguarda invece l’applicazione nel settore scuola di Quota 100, in vigore ancora fino alla fine del 2021, il doppio requisito di età e contributi può essere raggiunto anche dopo il 1° settembre, purché sempre nell’anno di pensionamento. Proprio come prevede la regola generale.