Pensione scuola
Pensione scuola: Anief contro le penalizzazioni di Opzione donna

Dopo aver evidenziato la necessità di introdurre alcuni importanti cambiamenti sul tema pensione scuola, Anief si è schierata contro le penalizzazioni imposte da Opzione donna. Ecco cosa ha detto il presidente Marcello Pacifico.

Pensione scuola: le problematiche attuali

Attraverso il suo presidente Marcello Pacifico, Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) ha sottolineato ancora una volta la necessità di introdurre una Riforma pensioni che coinvolga anche il settore scolastico.

In particolare, il presidente ha chiesto di definire “una finestra d’accesso specifica per chi lavora a Scuola, la quale permetta di lasciare il lavoro a 61 anni”.

Ad oggi, infatti, tra i problemi più significativi che riguardano il comparto scolastico ci sono:

  • la presenza di oltre 200 mila insegnanti over 55 esposti al Covid (lavoratori fragili) che non possono aspettare i 70 anni per andare in pensione;
  • l’attesa per l’anno prossimo di un vero e proprio boom di pensionamenti.

A quest’ultimo proposito, Pacifico ha evidenziato il fatto che “50 mila docenti e Ata l’anno prossimo lasceranno la scuola aderendo in gran numero a Quota 100“.

Si tratterebbe, quindi, sempre stando al suo punto di vista, di “dipendenti esasperati, costretti a vedersi negare un diritto sacrosanto, quale è l’assegno pieno di quiescenza, perché derivante da quasi quattro decenni di contributi regolarmente versati”.

Anief contro le penalizzazioni di Opzione donna

Secondo Anief, ad incidere sulla già delicata situazione scolastica si aggiungono le pesanti penalizzazioni imposte dalle misure di anticipo pensionistico.

È questo il caso di Opzione donna, che prevede il ricalcolo contributivo pieno dell’assegno.

“Come si fa a chiedere a una docente, a un’amministrativa o ad una collaboratrice scolastica di tagliarsi dalla pensione anche più di 600 euro al mese?” Domanda il presidente Anief.

Il tutto, alla luce, tra l’altro, della scarsa considerazione nei confronti di chi è maggiormente esposto al fenomeno del burnout.

Un prezzo da pagare davvero troppo alto, come ha evidenziato, infine, Pacifico stesso.