Covid, Protocollo per la cura a casa
Covid e cure a casa: anticipazioni su Protocollo Ministero Salute-Cts

Covid, come curarsi a casa? Il Ministero della Salute ha messo a punto il Protocollo per i medici di famiglia in merito ai pazienti affetti da coronavirus che si curano nel proprio domicilio. L’annuncio è stato dato dal presidente del Consiglio Superiore della Sanità, Franco Locatelli. Vediamo alcune anticipazioni del documento fornite dal quotidiano economico ‘Il Sole 24 Ore‘ di oggi, domenica 15 novembre 2020.

Covid, come curarsi a casa: anticipazioni Protocollo Ministero della Salute

Nella bozza messa a punto dal gruppo di lavoro del ministero della Salute, in collaborazione con il professor Locatelli e altri membri del Cts, vengono indicati i farmaci che dovranno essere utilizzati nelle terapie a domicilio. I medici dovranno monitorare a distanza alcuni parametri, avvalendosi del prezioso aiuto dato dai saturimetri, ovvero quello di verificare il livello di ossigenazione nel sangue. 

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Per i soggetti a domicilio con pochi sintomi, la bozza del documento suggerisce cure tradizionali come il ricorso al paracetamolo. Per quanto riguarda i farmaci, viene indicato il non utilizzo di corticosteroidi in maniera abitudinaria: l’uso a domicilio di questa tipologia di farmaci, però, può essere preso in considerazione per quei pazienti il cui quadro clinico non migliora entro le 72 ore, specie se si dovesse riscontrare un peggioramento dei parametri riguardanti il livello di ossigenazione nel sangue. 

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Saturimetri, uso di antibiotici ed eparina

La bozza del documento indica, inoltre, di non utilizzare eparina tranne nei casi di soggetti immobilizzati per l’infezione in atto: inoltre, viene detto di non utilizzare antibiotici, a cui si potrebbe ricorrere solamente nel caso di persistente presenza di febbre (per oltre 72 ore) o nel caso in cui il quadro clinico faccia pensare a una sovrapposizione batterica. 

Si sottolinea anche il fatto di non somministrare farmaci tramite aerosol se in isolamento con altri conviventi, tenendo presente il rischio di diffusione del virus nell’ambiente. Nella bozza, inoltre, viene precisato come non esistano, ad oggi, evidenze solide di efficacia dei supplementi vitaminici e integratori alimentari (vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo, pertanto, non è raccomandato.  La bozza del documento, ora, dovrà essere discussa con i medici.