Proroga Ape sociale e Opzione donna
Proroga Ape sociale e Opzione donna

Ape sociale e Opzione donna: quella prevista per il 2021 è destinata ad essere l’ultima proroga? Cosa accadrà successivamente con la Riforma pensioni?

Perché Ape sociale e Opzione donna non saranno prorogate

Con l’approvazione da parte del Governo della bozza della nuova legge di bilancio, sembra che Ape sociale e Opzione donna riceveranno la proroga per l’ultima volta nel 2021.

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Ciò dipende dal fatto che il prossimo anno lo Stato attuerà una Riforma pensioni che riguarderà l’intero sistema previdenziale messo a rischio dalla crisi attuale.

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Ape sociale solo per un altro anno

Al centro della Riforma pensioni ci sarà, innanzitutto, il superamento di Quota 100, ma questa, a quanto pare, non sarà l’unica misura ad essere messa da parte.

Dal 1° gennaio 2022, infatti, anche l’Ape sociale destinata alle categorie più svantaggiate, introdotta in via sperimentale dal primo Governo Conte, potrebbe essere accantonata.

Al momento, però, la sua proroga è stata confermata per tutto il 2021, a favore di coloro che hanno raggiunto determinati requisiti:

  • avere 63 anni di età;
  • essere disoccupati, invalidi o caregivers con 30 anni di contributi versati regolarmente;
  • avere 36 anni di contributi per i lavoratori gravosi.

Opzione donna 2021

Proprio come per l’Ape sociale, sembra che anche la proroga di Opzione donna sia destinata a durare soltanto per altri 12 mesi.

Non è detto, però, che il Governo non riformuli comunque tale misura all’interno del più ampio programma di riforma delle pensioni, previsto a partire dal 2022.

Ad ogni modo, ancora per tutto il prossimo anno, potranno beneficiare di Opzione donna le lavoratrici nate nel 1962 (1961 le autonome), aventi quindi maturato i seguenti requisiti:

  • il raggiungimento di 58 anni di età (59 le autonome);
  • aver versato 35 anni di contribuzione.

Rimane, tuttavia, il problema della penalizzazione economica dovuta al calcolo dell’assegno esclusivamente sulla base del sistema contributivo, che può comportare un taglio della pensione anche fino al 25%.