Riapertura scuole, Azzolina e il piano del Ministero dell'Istruzione
Riapertura scuole, Azzolina e il piano del Ministero dell'Istruzione

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha concesso un’intervista pubblicata dall’inserto di ‘Repubblica’, il ‘Venerdì’. 

Azzolina: ‘La scuola? Io non la chiuderei mai’

La ministra ha parlato dei suoi trascorsi, della sua gioventù, di quando al liceo la prendevano in giro per il suo cognome e della sua famiglia. In merito alla scuola, ha dichiarato che, se fosse per lei, non la chiuderebbe mai: ‘Non mi spavento a dire che mi batto per non chiuderla quando nient’altro rimane aperto e per riaprirla quando tutto è chiuso. E resisto finché posso. Poi, anche io ubbidisco all’autorità sanitaria.’

Scuola, ecco le tre cose (anzi quattro) che vorrebbe fare la ministra Azzolina

È stato chiesto alla ministra le tre cose principali che vorrebbe fare per la scuola: ‘Primo – ha risposto la ministra – vorrei adeguare i salari dei professori italiani a quelli europei, a partire dai maestri. Secondo: investendo nella formazione, vorrei degli insegnanti che esercitino la funzione maieutica dei tutore riescano a orientare i ragazzi. Terzo: l’Italia ha bisogno che tutti gli istituti professionali escano definitivamente dalla serie B. E per fortuna ci sono già tanti esempi di eccellenza.’

La ministra, per la verità, ha aggiunto un quarto punto: ‘Quarto: dobbiamo eliminare le classi pollaio, anche sfruttando la disgrazia della denatalità. L’anno prossimo avremo 70 mila allievi in meno rispetto agli attuali. E la proiezione, sui dieci anni, è di almeno 800 mila alunni in meno. Mi impegno a non diminuire l’organico degli insegnanti e di tutto il personale, ma a cogliere l’occasione per ridurre il numero di alunni per classe. Pensi a quanti diritti vengono lesi in una classe pollaio, a come è difficile che sia comunità, studium che vuol dire amore, passione’.