Post Quota 100: flessibilità per gravosi e usuranti
Post Quota 100: Tridico propone flessibilità per gravosi e usuranti

Per il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, nello scenario post Quota 100, dovrà essere concesso l’anticipo pensionistico solo ai lavori gravosi e usuranti. Come sarà, invece, la Riforma pensioni per tutti gli altri lavoratori?

Post Quota 100: a chi spetterà la pensione anticipata?

L’Inps torna a parlare di pensioni e delle possibili misure da attuare dopo la scadenza di Quota 100 alla fine del 2021.

Il presidente Pasquale Tridico, durante un’intervista rilasciata a Sky Tg24, ha sottolineato ancora una volta la necessità di introdurre maggiore flessibilità per i lavoratori gravosi e usuranti. Un suggerimento che il Governo non potrà di certo ignorare.

L’idea sarebbe, quindi, quella di avanzare delle modalità di uscita anticipata dal mondo del lavoro solo per determinate categorie di lavoratori a partire dal 2022.

“È questo il sentiero su cui bisognerebbe muoversi. Insieme a quello di inserire una pensione di garanzia per i giovani” spiega Tridico.

Il presidente Inps ha, inoltre, ribadito che tali misure sarebbero pienamente sostenibili per i conti dell’Istituto, in quanto il debito contratto durante la pandemia fa parte dell’intero bilancio di Stato.

Il sistema a punti proposto da Tridico

Tenuto conto di queste considerazioni, Tridico vorrebbe introdurre dei coefficienti o un sistema a punti, in grado di riconoscere il lavoro gravoso e usurante.

In questo modo, sarebbe possibile lasciare in anticipo la propria attività in base anche agli anni prestati per le mansioni ricoperte, con un minimo di contributi versati, facendo riferimento all’attuale legge Fornero. Attraverso una simile proposta si andrebbero, quindi, a differenziare le professioni più logoranti da tutte le altre, come avviene già in molti Paesi.

“Bisogna superare l’età di pensionamento uguale per tutti i lavoratori tenendo conto della gravosità dei lavori e stabilire un’età minima di uscita”. Aggiunge Tridico, il quale ha, infine, concluso che oltre alla flessibilità occorre anche bloccare gli incrementi dell’aspettativa di vita sull’età pensionabile. Questo perché, così facendo, si rischia di allontanare sempre di più i futuri pensionati da un traguardo che sembra essere ormai raggiunto.

Ma cosa significa tutto ciò per gli altri lavoratori? A tal proposito, potrebbero restare ancora in gioco la proposta di Quota 102 e il ritorno alla legge Fornero, in realtà mai eliminata dal sistema pensionistico.