Sindacato SGB: 'Diritto allo studio dei disabili'

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dall’Ufficio Stampa del sindacato SGB.

Diritto allo studio dei disabili

Una recente sentenza del Consiglio di Stato interviene sul tema della integrazione scolastica degli studenti disabili. La sentenza ribadisce: che il principio che l’integrazione dei disabili è un dovere dello Stato suscettibile di imporsi anche sulle necessità di bilancio; che l’inclusione di alunni disabili è necessaria anche ai non disabili, essendo parte delle finalità della scuola l’esperienza della diversità sociale; che l’Italia non può tagliare risorse per i soli alunni disabili; che l’educazione inclusiva è in linea di massima la migliore scelta, e che essa non si limita alla minore età; e che gli insegnanti di sostegno devono essere assistiti da coadiutori. Se lo spirito della legge deve essere quello di tutelare i più deboli. Grazie alla determinazione di genitori che lottano con coraggio per rivendicare diritti negati, spesso dallo stesso Stato, ai propri figli. Come evidenziato più volte nella lettera della President von der Leyen’s European Commission inviata ad Aldo Mucci dirigente del sindacato SGB ,sui diritti delle persone con disabilità, la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità non risulta ancora pienamente attuata in Italia. Quanto all’ordinamento italiano, in attuazione dell’art. 38, terzo comma, Cost., il diritto all’istruzione dei disabili e il loro diritto a essere pienamente integrati nella Scuola sono riconosciuti in particolare dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 in tema di assistenza ai disabili, loro integrazione sociale e tutela dei loro diritti. I tanti procedimenti giudiziari, portati avanti a suono di legittime interpretazioni, ti lasciano pensare che la Legge a volte non è uguale per Tutti. Che non sia giusta per tutti lo attestano tre recenti sentenze, due del Consiglio di Stato, rispettivamente del 24 luglio 2020 e del 15 luglio 2020 ed una della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 10 settembre 2020. Leggendo le sentenze, che condannano il MIUR a risarcire il bambino disabile, mi affiora il pensiero che in tutti i tribunali si dovrebbe riscrivere la massima: “La Legge è uguale e giusta per tutti”.