Mario Pittoni
Concorso sostegno: 'approvato ma con anomalie'

Il senatore Mario Pittoni, responsabile scuola della Lega e vice presidente della Commissione Cultura a Palazzo Madama, ha affrontato nelle scorse ore la tematica delle scuole paritarie e delle difficoltà che stanno affrontando a causa di un sistema di finanziamento non sufficiente. Ed è tornato ad attaccare il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, considerando non sufficiente il lavoro, fino ad oggi messo in atto, di non discriminazione tra scuole statali e paritarie.

‘Rivisitazione dei meccanismi di finanziamento’

In un lungo post sulla propria pagina Facebook Pittoni, nelle scorse ore, si è così espresso in merito al rischio di collasso delle scuole paritarie:

“Quando Azzolina afferma che la “sinergica collaborazione tra scuole pubbliche e paritarie è realtà” mentre le paritarie boccheggiano, prende in giro i cittadini esattamente come quando parla di docenti, spazi e banchi che in molti casi ancora non ci sono.

Come fa il ministro a dire che sta lavorando per tutti i ragazzi, quando per quelli delle paritarie prevede soltanto un contributo complessivo (ministeriale e detrazione del 19%) di 855 euro per i 507.578 dell’infanzia, 360 per i 165.229 della primaria, 295 per i 65.330 della secondaria di I° grado e 379 per i 113.130 della secondaria di II° grado? Tra l’altro per la didattica a distanza sono assegnati solamente 2,00 euro, per la sanificazione 2,26 euro e altrettanti per dotarsi di dispositivi di protezione.

Per chi ha difficoltà a pagare la retta dalla primaria alla secondaria di II° grado, dopo un’accesa battaglia parlamentare (i grillini non volevano andare oltre i 150 milioni), col decreto Rilancio abbiamo ottenuto 300 milioni. Ma corrispondono a poco più di 300 euro per studente. Secondo il ministro, invece, è stato fatto tutto quello che serviva per superare la discriminazione statali/paritarie.

Come spiegare ad Azzolina che il sistema sta collassando? Urge un cambio di passo affinché diventino davvero prioritarie la questione educativa e l’effettiva pluralità dell’offerta scolastica. Non bastano spiccioli: serve una rivisitazione complessiva dei meccanismi di finanziamento”.