Ipotesi pensione anticipata
Nuova ipotesi pensione anticipata

A proposito di Riforma, spunta la nuova ipotesi pensione anticipata con uscita dal mondo del lavoro a 63 anni, ma solo per alcuni lavoratori. Di chi si tratta? Quali sono le penalizzazioni sull’assegno a cui si potrebbe andare incontro?

Nuova ipotesi pensione anticipata

Con l’avvicinarsi della scadenza di Quota 100, emergono nuove ipotesi di flessibilità per il pensionamento anticipato di alcune categorie di lavoratori.

Stavolta, però, si è cominciato a parlare di uscita anticipata a 63 anni con una penalizzazione sull’assegno del 2% all’anno. Nessun taglio, invece, per lavoratori fragili, usuranti e gravosi.

A proporre la misura, l’ex ministro ed ex Presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati Cesare Damiano.

Anche l’ex ministro non ha nascosto, infatti, le proprie preoccupazioni per il post Quota 100 che, inevitabilmente, sarà segnato dal fenomeno del cosiddetto scalone di 5 anni.

Cosa ha detto Damiano

Oltre ad accennare a tale problema, Damiano ha voluto soffermarsi su altre importanti questioni irrisolte relative all’attuale sistema previdenziale. Per esempio, ha fatto riferimento ai nuovi fragili, ovvero a coloro che oggi sono maggiormente esposti al rischio di contagio da Covid.

A partire da queste premesse, Damiano vorrebbe, di fatto, insistere sul rafforzamento della flessibilità in uscita, per agevolare chi svolge particolari tipologie di attività.

Si tratta di partire, a nostro avviso, da chi svolge lavori usuranti, gravosi ed esposti al rischio pandemie e dai disoccupati” ha dichiarato. La proposta sarebbe, dunque, quella di allargare la platea dei beneficiari dell’Ape sociale. Ciò significherebbe l’uscita a 63 anni con una contribuzione versata compresa tra i 30 e i 36 anni.

A proposito di Quota 100, l’ex ministro ha, infine, ribadito che si è trattato soltanto di un “intervento congiunturale di durata triennale” e di una “finestra pensionistica piuttosto che di una Quota” vera e propria.

Essa, infatti, non ha sostanzialmente modificato l’età pensionabile, che rimane ancora fissata a 67 anni.