Petizione 'Noi da sempre in lockdown!', più inclusione per le donne, l'autismo e la disabilità

Riceviamo e pubblichiamo comunicato inviatoci dall’Ufficio Stampa di Noi per l’Autismo.

Petizione ‘Noi da sempre in lockdown!’, più inclusione per le donne, l’autismo e la disabilità

La maggioranza dei caregivers sono donne che rischiano isolamento e discriminazioni. «Noi da sempre in lockdown!», più inclusione per le donne, l’autismo e la disabilità è una petizione lanciata su change.org da Davide Soldani – già consigliere di una nota onlus lombarda- per Noi per l’Autismo, gruppo di genitori aderenti alla pagina Facebook nata durante la seconda ondata della pandemia da Covid-19 a seguito di una continua esclusione delle donne e delle persone con autismo -o con altra disabilità- da qualunque tipologia di assistenza. 

Una petizione che ha già superato le 20 mila firme in poche settimane e che riguarda una situazione in cui la pandemia da Covid-19 ha semplicemente fatto emergere diverse criticità che già esistevano, tra cui il rischio di isolamento della donna e di varie discriminazioni come quella economica: una condizione che si sta rivelando sempre più concreta e pericolosa, soprattutto perché in crescita continua. Una situazione che richiede quindi una immediata e trasversale attenzione da parte del Governo, principalmente da parte di quattro ministeri: il ministero per le politiche familiari e le pari opportunità, il ministero della salute, il ministero del lavoro e delle politiche sociali e il ministero dell’istruzione. Ma nella petizione è stato aggiunto anche un quinto ministero: il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali guidato dal ministro Bellanova. 

Si pone quindi l’attenzione su una maggiore inclusione delle donne e delle persone con autismo -o con altra disabilità – sia a livello famigliare, sia scolastico, sia lavorativo che sanitario, con la principale richiesta di tentare di sollevare la famiglia (le donne in particolar modo) da oneri assistenziali sempre più intensi e multiruolo: il più delle volte è la donna a ricoprire una multitudine importante di ruoli, spesso anche contemporaneamente.

Oltre il ruolo di caregiver, la donna è infatti costretta senza alcun aiuto a ricoprire il ruolo di insegnante di sostegno (durante la chiusura della scuola), educatrice (durante la DAD, didattica a distanza), mamma, moglie e lavoratrice in smart working.

Link alla petizione: https://www.change.org/p/noi-da-sempre-in-lockdown-pi%C3%B9-inclusione-per-ledonne-l-autismo-e-la-disabilit%C3%A0 

Con cordialità.