Insegnanti rifiutano ruolo e supplenze, le vere ragioni

Un articolo de La Repubblica dell’11 dicembre “denuncia” una situazione nota nel mondo scolastico: cattedre vuote in molte province d’Italia, ancora dopo 3 mesi dall’inizio dell’anno scolastico.

I numeri parlano di ben 65000 posti ancora privi del loro titolare, diffusi tra la Lombardia, il Piemonte e il Lazio soprattutto.

E le motivazioni? Oltre al prolungarsi delle procedure di reclutamento, il problema principale, nel caso delle assunzioni a tempo indeterminato, è legato al blocco del vincolo quinquennale.

Molti insegnanti rifiutano infatti il posto fisso per non doversi trasferire a troppi km da casa senza sapere quando riusciranno a rientrare presso la propria residenza.

La situazione è ancora più complicata nel caso delle assunzioni a tempo determinato.

I supplenti rinunciano, ecco perché

Se parliamo dei supplenti, le rinunce sono motivate da ulteriori problematiche.

Spesso infatti molti docenti precari del sud si inseriscono nelle graduatorie al nord per avere maggiori possibilità di assunzione. Subentrano però problemi legati al costo della vita troppo alto: non avere, ad esempio, la certezza della durata di una supplenza di certo scoraggia chi si trova a dover prendere un alloggio in affitto a prezzi elevati, con anticipo anche di alcune mensilità.

E se a questo aggiungiamo stipendi tra i più bassi in Europa e pure non pagati per tre mesi (come ciò che sta accadendo al personale Covid), le motivazioni dei rifiuti ad accettare supplenze sono decisamente palesi.

Convocazioni da GPS non ancora terminate

Un ultimo tassello da aggiungere per ben delineare la presenza di cattedre vuote è legato alle assunzioni dalle nuove GPS.

Nonostante infatti i buoni propositi di inizio anno del ministro Azzolina, in alcune province gli Ust stanno ancora convocando per assegnare supplenze al 30 giugno o al 31 agosto.

Molte cattedre risultano dunque ancora vacanti poiché le tempistiche da parte dei provveditorati si sono protratte troppo a lungo, a causa (forse) di un sistema di reclutamento non così agevole come proclamato a gran voce con l’istituzione delle GPS.