Covid, Italia verso zona rossa: vertice d'urgenza del governo

Covid, il governo potrebbe decidere già oggi, lunedì 14 dicembre 2020, la chiusura dei negozi, dei bar e dei ristoranti nei giorni festivi e prefestivi. 

Covid, governo verso ‘modello Merkel’: stretta nei giorni di festa

Nuovi provvedimenti praticamente inevitabili di fronte alle migliaia di persone in fila per fare shopping, alla folla per le strade oppure ammassate fuori e dentro i bar per pranzi e aperitivi. Durante il vertice d’urgenza chiesto dal Partito democratico e convocato dal premier Giuseppe Conte con i capidelegazione, si è deciso per una convocazione urgente del Comitato tecnico scientifico per decidere, con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, nuove ‘misure anti-assembramento’.

Natale, Italia verso zona rossa

Ciò che allarma di più è la risalita del tasso di positività. Quindi, nonostante la maggior parte delle regioni  saranno in fascia gialla a partire dalla prossima settimana, in tutta Italia dovrebbero scattare i divieti della ‘fascia arancione’ o addirittura ‘rossa’ nei giorni festivi e prefestivi. Ciò significa chiudere bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. I negozi resteranno chiusi ad eccezione di farmacie, tabaccai, edicole, anche se, come sottolinea ‘Il Corriere della Sera’ di oggi, lunedì 14 dicembre 2020, le deroghe concesse dai codici Ateco lascerebbero margini piuttosto ampi. 

Oggi il governo dovrà decidere se far scattare il provvedimento già il 19 e 20 dicembre oppure a ridosso del Natale. Stamattina potrebbe essere depositata in Senato la mozione che prevede che il giorno di Natale, il 26 dicembre e il 1° gennaio 2021 si possa uscire soltanto dai confini dei Comuni con meno di 5mila abitanti per raggiungere altri Comuni che si trovano a una distanza massima di 30 chilometri. 

Conte e Speranza lanciano l’avvertimento

In ogni caso, non è da escludere che si possa arrivare ad un provvedimento meno restrittivo. Il premier Conte e il ministro Speranza, però, avvisano: ‘Se così fosse, sarà il Parlamento ad assumersi la responsabilità di quanto potrà accadere in seguito. Se ci sarà la terza ondata dovrà risponderne chi ha spinto per avere misure meno rigorose’.

Il timore è quello di una terza ondata, anche tenendo conto di quanto potrà accadere con il ritorno a scuola degli studenti già fissato per il 7 gennaio e rispetto al quale il governo non può concedersi un dietrofront.