aerazione in classe, l'ipotesi tedesca

Dall’inizio dell’anno scolastico si è fatto sempre più insistente il timore di come gli ambienti scolastici non fossero così sicuri come più volte proclamato dal Ministero dell’Istruzione. E un aspetto su cui, negli ultimi tempi, è stato posto l’accento è quello dell’aerazione delle aule.

Botta e risposta tra Pittoni e Miozzo

Pochi giorni fa sul tema sono intervenuti il responsabile Scuola della Lega, Mario Pittoni, e il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo.

In particolare, nell’informativa presso la Commissione Istruzione al Senato, Miozzo ha dichiarato come la scuola sia “un ambiente protetto, che non ha rischi maggiori di altre realtà”, concentrandosi sulle criticità dei trasporti e di una Dad che allontana sempre più gli studenti dal mondo scolastico.

Sull’altro fronte Pittoni si è detto contrario con quanto dichiarato da Miozzo con riferimento alla pulizia dell’aria in classe:

“I fatti dicono che il contagio viaggia nell’aria.  Nelle aule scolastiche (…) è quindi  indispensabile assicurarne il ricambio continuo o, comunque, la  pulizia. In classe non basta aprire ogni tanto le finestre“.

Il senatore leghista vorrebbe dunque che si puntasse ad un progetto volto a garantire maggiore pulizia dell’aria, sulla linea tedesca.

Il progetto tedesco

Mentre la Germania si sta apprestando al lockdown natalizio, in ambito scolastico sono stati investiti ben 500 milioni di euro per migliorare i sistemi di ventilazione negli edifici pubblici, scuole comprese. Questa misura punterebbe a fermare la diffusione del virus in ambienti in cui la circolazione dello stesso parrebbe essere più facilitata.

L’idea tedesca si basa sull’installazione nelle aule scolastiche di depuratori d’aria mobili per favorirne l’aerazione.

In Italia invece, per ora, siamo fermi alla periodica apertura delle finestre per garantire ricambi d’aria.