Reclutamento scuola, 'torniamo al doppio canale'
Reclutamento scuola, 'torniamo al doppio canale'

Il sistema di reclutamento della scuola fa acqua da tutte le parti, afferma Anief. Considerato che l’emergenza sanitaria ha fermato i concorsi, ma non i pensionamenti, il rischio è di arrivare a settembre con un grosso numero di posti vacanti.

Allarme reclutamento scuola, qualcosa va cambiato

Il sistema di reclutamento della scuola italiana va cambiato. I concorsi non sono sufficienti a a sopperire il numero di cattedre vacanti. Per questo motivo, Anief propone di tornare al doppio canale. Nel 2008 e nel 2012, per volontà del Parlamento, è stata fatta questa scelta.

Chi ha acquisito titoli, specializzazioni e almeno 36 mesi di servizio ha pieno diritto a essere immesso in ruolo. Ancora di più perché il nostro Paese ha neanche due mesi di tempo per rispondere all’UE e dimostrare che non produce dei danni professionali e una discriminazione reiterata verso i precari nella pubblica amministrazione” scrive il sindacato.

250mila supplenze insegnano

Per fare assunzioni ed evitare che a settembre un terzo delle cattedre siano vuote, è giunto il tempo di tornare al doppio canale di reclutamento, ma anche all’utilizzo delle graduatorie d’istituto per assumere in ruolo. Cosa aspettiamo, visto che già quest’anno abbiamo avuto 250 mila supplenze annuali, di cui oltre 70 mila su sostegno?

Con queste parole, Marcello Pacifico, presidente Anief, sottolinea l’urgenza di un cambiamento. Non solo l’Italia rischia la procedura d’infrazione minacciata dall’UE, ma rischia di restare ancorata ad un sistema scolastico che non funziona bene. “Settembre non è lontano“.