Stabilizzazione docenti, Turi: 'Sistema concorsi fallito, ecco la soluzione' (VIDEO INTERVISTA esclusiva)

Stabilizzazione docenti, il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, ai microfoni di ‘Scuola Informa‘, oggi, martedì 15 dicembre 2020: tra i vari argomenti, si è parlato di concorsi in tempi di pandemia Covid e di reclutamento. 

Reclutamento docenti, intervista esclusiva al segretario generale UIL Scuola, Pino Turi (VIDEO)

La ringraziamo per la Sua disponibilità. Vorremmo chiederle: secondo Lei, quale sarebbe la soluzione migliore per arrivare ad una giusta riforma del reclutamento docenti? 

Il reclutamento nella scuola deve tenere presente le sue specificità, lontane e diverse da qualunque altro modello di lavoro pubblico e privato.
La scuola ha tempi rigidi, apre i cancelli ogni 1° settembre per chiuderli il 31 agosto di ogni anno. I lavoratori della scuola devono essere in condizione di ben operare dall’inizio pertanto la formazione iniziale insieme con l’esperienza, sono fattori importanti.

Il sistema dei concorsi, così come definito dall’attuale governo non è lo strumento giusto per il reclutamento dei docenti. Sono stati reintrodotti dalla Legge Finanziaria dello scorso anno che aveva modificato il sistema del FIT, una sorta di percorso triennale che avrebbe messo insieme formazione ed esperienza in coerenza anche con i tempi della scuola.

Concorso straordinario, per ora, sospeso e rimasto nel limbo. La ministra vuole portarlo a termine, la Uil è dello stesso avviso o, secondo Lei, ci sono alternative? 

Il sistema dei concorsi è fallito anche a causa della pandemia, cosa evidente a tutti meno che al ministro e al suo partito. Portare a termine in maniera rabberciata il concorso straordinario significa creare contenziosi e ridurre ulteriormente la fiducia verso le istituzioni, per giunta senza risolvere alcun problema: assumere solo una parte dei precari, equivale ad una goccia nel mare di un organico sguarnito.

I numeri sono impietosi: questo anno scolastico ha fatto registrare la presenza di oltre 200mila supplenti (appare persino difficile quantificarne il numero esatto) al netto di quelli chiamati per il Covid, a loro si aggiungeranno gli oltre 30 mila pensionamenti del prossimo anno. Tutti posti a cui né il concorso straordinario, né tantomeno quello ordinario, saranno in condizione di corrispondere positivamente. 

L’alternativa c’è, basta superare gli steccati ideologici e finanziari, eliminare la differenza tra organico di diritto e fatto con organici stabili triennali. In questa maniera anche i contratti a termine sarebbero triennali con evidenti vantaggi anche in termini di continuità didattica e stabilità del sistema. 

Un periodo abbastanza lungo per stabilizzare tutti i precari. Come? Serve un tavolo di confronto con le forze sindacali per definirne i percorsi condivisi (formazione, corsi abilitanti, concorsi , valutazioni periodiche) per superare le logiche del passato ed affrontare la realtà senza pregiudizi, uscire dalla logica delle presunte sanatorie per selezionare i docenti che abbiano attitudine, passione per un mestiere difficile ed impegnativo.