Scuola, il governo vuole ripartire così a settembre
Scuola, il governo vuole ripartire così a settembre

Riapertura delle scuole il 7 gennaio? La data resta un’incognita anche se, come riporta il ‘Corriere della Sera’ di oggi, domenica 20 dicembre 2020, potrebbe chiudersi già domani l’accordo tra governo e Regioni sulle modalità per la riapertura delle scuole superiori. 

Riapertura scuole a gennaio, domani 21 dicembre possibile accordo governo-Regioni

Nella riunione tenutasi ieri non si è parlato di una data precisa, anche se i rappresentanti delle Regioni Veneto e Campania avrebbero chiesto alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina di ridurre la percentuale di studenti da riportare in classe, almeno nella prima fase di riapertura.

Chiesta riduzione studenti in aula, dal 75 al 50 per cento

In sostanza, dall’iniziale 75 per cento fissato dal Dpcm dello scorso 3 dicembre si passerebbe al 50 per cento. Anche Piemonte e Lombardia si sarebbero mostrate d’accordo su questa riduzione, sia per migliorare la situazione trasporti, sia per un più efficace monitoraggio degli eventuali contagi. 

In ogni caso, sulla data di riapertura delle scuole influiranno molto i dati relativi ai contagi che si registreranno durante le vacanze natalizie: la ministra Azzolina e il ministro della Salute, Roberto Speranza stanno lavorando per riportare gli studenti in aula il giorno 7 ma una decisione definitiva potrà essere presa solamente più avanti. 

Calendario scolastico allungato?

Sono molti, infatti, i dubbi espressi da alcune Regioni e, soprattutto, dai dirigenti scolastici. Ecco perché la ministra Azzolina ha proposto, nei giorni scorsi, alle Regioni la possibilità di prolungare il calendario scolastico almeno sino al 30 giugno.

Un’ipotesi che, comunque, resta molto complicata a motivo dello svolgimento degli esami. La possibile alternativa è rappresentata da possibili corsi di recupero con un numero di alunni limitato. 

I tavoli provinciali coordinati dai prefetti, intanto, stanno studiando diverse opzioni, a seconda delle varie province, per programmare uno scaglionamento degli ingressi con possibili prolungamenti pomeridiani: si parla di ingressi tra le 8 e le 10.