M5S: 'Allarme abbandono, al lavoro per lezioni in presenza'
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Pensioni scuola: quando alla fine della carriera termina il rapporto di lavoro, al dipendente spetta la liquidazione del trattamento di fine rapporto, vale a dire la buonuscita. Ma quali sono le tempistiche per i lavoratori del comparto scolastico?

Pensioni scuola e buonuscita

La liquidazione del trattamento di fine rapporto spetta sia ai dipendenti pubblici che privati, nel momento in cui essi si accingono ad andare in pensione. E lo stesso vale anche per il personale scolastico.

Anche qui le regole e le tempistiche che riguardano questo particolare settore sono diverse rispetto alla stragrande maggioranza degli altri impieghi.

Per esempio, se un lavoratore scolastico usufruisce della pensione anticipata, per incassare la buonuscita potrà dover attendere anche un paio d’anni.

Ancora peggiore è la situazione di chi esce dal mondo del lavoro con Quota 100. In questo caso, infatti, il neo pensionato per ricevere la liquidazione dovrà attendere il compimento dei 67 anni (la soglia della pensione di vecchiaia) aspettando, così, anche fino a 5 anni.

Le tempistiche necessarie per il pagamento della liquidazione

A tutto ciò si aggiunge il fatto che i tempi per la buonuscita tendono ad allungarsi ulteriormente nel momento in cui l’importo supera i 50.000 euro. In quel caso il pagamento può, infatti, avvenire in forma rateale.

Nello specifico, tra i 50.000 e i 100.000 euro le rate sono due e vengono pagate a distanza di un anno l’una dall’altra; per gli importi superiori ai 100.000 euro le rate diventano tre e sono sempre distanziate tra loro di 12 mesi.

Ad ogni modo, le tempistiche necessarie per incassare la liquidazione, o la prima rata, sono in genere:

  • 15 mesi per cessazione forzata dal servizio o raggiungimento dell’età pensionabile;
  • 27 mesi  per dimissioni volontarie o licenziamento;
  • 2 anni nel caso in cui la cessazione dell’attività lavorativa provenga da risoluzione antecedente il limite di età ordinamentale.