Riforma pensioni
Riforma pensioni: torna l'ipotesi di Quota 102

Con l’approvazione della Legge di Bilancio si torna a parlare di Riforma pensioni. In particolare, con la scadenza di Quota 100 alla fine del 2021, sembra possa tornare alla ribalta l’ipotesi di Quota 102. Ecco le ultime novità.

Riforma pensioni: torna l’ipotesi di Quota 102

Come è già emerso nel corso degli scorsi mesi, pare che a proposito della Riforma pensioni possa tornare in campo l’ipotesi di Quota 102.

Con la fine del 2021, infatti, alla scadenza di Quota 100, è probabile che venga introdotta una nuova flessibilità in uscita che prevede:

  • 64 anni di età;
  • 38 di contributi versati;
  • il calcolo dell’assegno pensionistico basato sul sistema contributivo puro, almeno per gli anni di anticipo rispetto alla soglia di vecchiaia.

In questo caso, la penalizzazione si aggirerebbe intorno al 2,8 – 3% per ogni anno di anticipo.

L’ipotesi in gioco valuta, inoltre, la possibilità di istituire soglie più basse (62 anni) per chi svolge mansione gravose.

In ogni caso, l’obiettivo dei sindacati per i prossimi mesi sarà quello di evitare ad ogni costo lo scalone di 5 anni che si andrebbe a creare con il ‘ritorno’ alla Legge Fornero.

Il confronto tra Governo e sindacati

Nel corso dei prossimi mesi riprenderà di fatto il confronto tra Governo e sindacati sulla questione relativa alla Riforma pensioni.

Come anticipato, a questo punto l’ipotesi più accredita per sostituire Quota 100 sembra essere l’introduzione della cosiddetta Quota 102.

I sindacati, però, faranno senza dubbio pressione affinché la soglia per la pensione anticipata venga fissata a 62 anni per tutti o, addirittura, per estendere Quota 41 all’intera platea dei lavoratori.

Tuttavia, queste proposte comporterebbero una spesa troppo elevata per lo Stato che, così facendo, non riuscirebbe a far fronte agli altri impegni presi, tra cui la pensione di garanzia per i giovani e la rivalutazione degli assegni.