TFA sostegno, attività tirocinio diretto integrato: nota USR Campania
TFA sostegno, attività tirocinio diretto integrato: nota USR Campania

TFA sostegno, come è noto, nell’ambito del corso è previsto un tirocinio di 300 ore corrispondenti a 12 CFU, suddiviso in tirocinio diretto (150 ore) e indiretto (150 ore). 

TFA sostegno, tirocinio diretto e indiretto

Tirocinio diretto

Il tirocinio diretto viene effettuato presso le istituzioni scolastico, da espletarsi in non meno di 5 mesi. Viene seguito dal tutor dei tirocinanti scelto tra i docenti dell’istituzione scolastica. Il tirocinio deve svolgersi esclusivamente presso istituzioni scolastiche diversificate per ordine\grado di scuola.
Il tirocinio verrà svolto in una scuola da individuare, in base alla disponibilità, tra quelle accreditate dagli Uffici Scolastici Regionali. In alternativa, il tirocinio può essere svolto in una scuola anche non accreditata, ma in cui il corsista svolge servizio di insegnamento con contratto fino al termine delle lezioni (ai sensi dell’art. 6 comma 1 del D.M. 93 del 30 novembre 2012). L’accoglimento del tirocinante è subordinato alla disponibilità dei tutor dei tirocinanti.
Secondo le Linee Guida redatte dall’Università di Bari, il tirocinio diretto si articola in tre fasi fondamentali: la preparazione; l’osservazione; la partecipazione attiva.

Preparazione

  • riflessioni su questioni di ordine generale riferite al tirocinio in quanto tale; finalità, obiettivi, articolazione, impostazione metodologica, strumenti, modalità di interazione con il tutor, etc.;
  • riflessioni su questioni di ordine generale riferite alla funzione del sostegno;
  • organizzazione della scuola rispetto alla presenza di alunni disabili e con bisogni educativi speciali;
  • finalità e obiettivi della didattica inclusiva;
  • normative di riferimento;
  • funzioni del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione; rapporti con le famiglie, con l’Ente locale, con il privato-sociale, con l’ASL; sistema e organizzazione dell’assistenza specialistica, etc.;
  • socializzazione con tutte le figure dell’istituzione scolastica (dirigente, insegnanti curricolari, docente di sostegno, personale ATA, etc.), con la sezione classe e con l’alunno disabile con cui dovrà interagire;
  • condivisione con il tutor del tirocinante del progetto formativo riguardante il tirocinante stesso, redatto in accordo con l’istituzione accademica;
  • presa in esame di tutta la documentazione riguardante l’alunno: certificazioni, programmazioni, elaborati prodotti, valutazioni (nel pieno rispetto della privacy).

Osservazione

  • osservazione guidata delle attività svolte in sezione/classe, mirata all’individuazione e all’analisi delle strategie educative e didattiche, nonché dei diversi stili e metodi adottati dal docente di sostegno che possano consentire allo specializzando di elaborare in seguito quelli propri;
  • osservazione durante lo svolgimento delle riunioni degli organi collegiali e delle altre strutture, in particolare, durante l’elaborazione, l’attuazione, la verifica e la valutazione del PAI e dei PEI
  • osservazione dell’alunno disabile relativamente agli aspetti comportamentali, relazionali, cognitivi e alle modalità di integrazione e di inclusione;
  • osservazione delle dinamiche relazionali nel contesto della sezione/ classe e valutazione delle loro ricadute sugli interventi educativi;
  • individuazione dei punti di forza e di debolezza dell’alunno (competenze, abilità, area prossima di sviluppo, etc.) sulla base dei quali si definisce l’intervento educativo e didattico;
  • osservazione della struttura scolastica rispetto alla funzionalità, accessibilità e fruibilità dell’aula;
  • degli spazi interni ed esterni dell’istituto scolastico;
  • della strumentazione in dotazione alla scuola (presenza di tecnologie assistive, di strumenti multimediali e/o tradizionali);
  • dell’edificio scolastico (posizione urbanistica centrata/decentrata; raggiungibilità e accessibilità; presenza/interventi di rimozione di barriere architettoniche, etc.);
  • osservazione dell’organizzazione dei rapporti con la famiglia dell’alunno disabile, con la ASL, con l’Ente locale, con gli operatori dei servizi psico-socio-assistenziali, con le realtà del territorio nelle forme di collaborazione a vantaggio degli alunni disabili (strumenti progettuali dedicati all’inclusione scolastica ivi compresi i progetti globali e di vita, e in ogni negozio giuridico come i protocolli di intesa e le convenzioni con associazioni di volontariato, privato-sociale, ect

Partecipazione attiva

  • affiancamento e collaborazione nella compilazione di un P.E.I. apprezzando la valenza dell’uso dell’ICF;
  • affiancamento e collaborazione nella progettazione, realizzazione e verifica di interventi didattici rivolti all’alunno disabile all’interno della classe, definiti secondo obiettivi di apprendimento minimi o differenziati;
  • elaborazione, programmazione, realizzazione e verifica di interventi didattici rivolti all’alunno disabile all’interno della classe, in adempimento alle indicazioni del PEI, anche con l’uso di tecnologie applicate alla didattica speciale;
  • uso di prompt e sussidi in relazione alla specificità del deficit psichico, sensoriale, motorio;
  • valutazione dei tempi di apprendimento dell’alunno disabile in relazione alle condizioni soggettive e oggettive osservate e agli obiettivi prefissati;
  • selezione, scelta e uso di strumenti, anche informatici (software e hardware) e di materiali didattici che favoriscano e facilitino l’apprendimento e lo sviluppo delle competenze;
  • verifica della funzionalità e dell’efficacia degli strumenti e dei materiali adottati, ponendo in relazione i risultati raggiunti con i risultati attesti;
  • analisi dei materiali didattici compresi i libri di testo, riduzione della complessità, facilitazione della fruibilità di mezzi e strumenti funzionali all’inclusione;
  • annotazione delle attività svolte durante l’espletamento del tirocinio sull’apposito registro, riportando brevemente attività, osservazioni e riflessioni, che costituiranno il materiale di cui avvalersi anche per sviluppare la relazione finale.


Come sottolineato dal portale ‘Obiettivo Scuola’, però, ‘le indicazioni fornite dai diversi atenei non sono però perfettamente coincidenti. Ad esempio, per l’Università di Foggia, la partecipazione alle riunioni degli organi collegiali; alle commissioni, ai gruppi di lavoro, all’elaborazione di materiale didattico, alla progettazione di unità di apprendimento sono attività rientranti nell’ambito delle 25 ore di tirocinio scolastico indiretto (25 ore con il Tutor scolastico).’

Tirocinio indiretto

Il tirocinio indiretto comprende attività di supervisione da parte dei docenti del corso ovvero dei docenti dei laboratori e dei tutor dei tirocinanti, rispettivamente presso gli atenei e presso le sedi di tirocinio. In particolare tali attività riguardano:

  • rielaborazione dell’esperienza professionale nella sede dell’Ateneo con il tutor coordinatore (50 ore).
  • rielaborazione dell’esperienza professionale con il tutor dei tirocinanti (tutor d’aula) (25 ore).
  • attività pratica sull’utilizzo delle nuove tecnologie, applicate alla didattica speciale (TIC) (75 ore).

Supervisione (con il docente Tutor coordinatore)

  • riflessione sul percorso di professionalizzazione effettuato nell’attività di tirocinio, individuando i nuclei pregnanti e interrogandosi sul loro significato teorico;
  • autoconsapevolezza di aver maturato una professionalità critica e riflessiva, che ponga le condizioni per interrogarsi continuamente sul proprio operato, sulle dinamiche personali in gioco e sulla molteplicità di fattori che influenzano la situazione di insegnamento-apprendimento (disabilità, ostacoli, ambiente di vita, contesto scolastico, dinamiche interpersonali, contenuti disciplinari, etc.), attingendo opportunamente alla conoscenza scientifica e percependo il valore che essa assume nella pratica professionale;
  • progettazione e stesura di un elaborato di approfondimento teorico su un nucleo significativo scelto fra quelli individuati, discusso e approvato dal tutor coordinatore.

Rielaborazione personale (in parte con il docente Tutor del tirocinante)

  • riflessione sul proprio coinvolgimento emotivo nel rapporto con l’alunno disabile;
  • riflessione sulla percezione di sé e del proprio ruolo come futuro insegnante di sostegno;
  • riflessioni sulle motivazioni della scelta professionale messe alla prova nell’esperienza di tirocinio;
  • riflessione sulle competenze acquisite durante le attività condotte a scuola in rapporto alle metodologie e tecniche di intervento approfondite nelle lezioni teoriche e sperimentare nei laboratori del percorso formativo di specializzazione;
  • consapevolizzazione del raccordo tra l’esperienza di tirocinio diretto e quanto studiato;
  • riflessione critica sulle proprie scelte professionali e sulla loro evoluzione alla luce dell’esperienza di tirocinio effettuata;
  • progettazione e stesura della relazione finale di tirocinio sulla base delle acquisizioni raccolte nel corso dell’esperienza condotta nel contesto scolastico, da cui si evinca il percorso di acquisizione e maturazione di una professionalità con elevate competenze operative.