Vaccino anti Covid-19: obbligatorietà per lavoratori pubblica amministrazione? Molto probabile
Vaccino anti Covid-19: obbligatorietà per lavoratori pubblica amministrazione? Molto probabile

Sarà obbligatoria la somministrazione del vaccino anti Covid-19 per tutti i lavoratori della Pubblica amministrazione? Una bella domanda alla quale il sito FanPage.it ha fornito alcune risposte che in questo articolo cerchiamo di fornirvi. Ovviamente si tratta di un’ipotesi, ma la stessa potrebbe presto concretizzarsi attraverso la promulgazione di una legge ad hoc che imporrebbe questa ulteriore restrizione ad alcune categorie di lavoratori.

Vaccino anti Covid-19: obbligatorio anche per gli insegnanti e il personale scolastico

L’obbligo di vaccinarsi da parte dei dipendenti pubblici – questa è un’ipotesi che oggi ha scatenato tante polemiche tra gli esperti scientifici e i politici – dovrebbe attuarsi nelle prossime settimane, proprio perchè in Italia vige lo stato di emergenza.

In queste ore le polemiche su questa tematica hanno visto al centro dell’attenzione la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa la quale ritiene quasi indispensabile rendere obbligatorio la somministrazione del vaccino ai dipendenti pubblici.

Quanto affermato dall’autorevole esponente dell’Esecutivo, va nella direzione opposta rispetto alle opinioni – sin dai primi giorni – del Premier Giuseppe Conte e del ministro alla salute Roberto Speranza. Questi ultimi infatti hanno sempre esclusa l’ipotesi coercitiva, consigliando più che altro la somministrazione del farmaco anti Coronavirus.

Le dichiarazioni che hanno fatto scattare le polemiche

Ecco le dichiarazioni della sottosegretaria Zampa che ha dato il via alle tante polemiche di queste ore: “Non si può stare in una Rsa, dove si dovrebbe lavorare per la salute delle persone ospitate, e mettere a rischio la loro vita. In Italia i bambini, se non sono vaccinati, non possono andare nelle scuole pubbliche, non credo che possa non valere per i medici, per gli operatori sanitari, per gli insegnanti“. E poi ha concluso: “Chi lavora nel pubblico e a contatto con il pubblico ha una responsabilità maggiore, per questo abbiamo inserito alcune categorie di dipendenti statali tra le prime per le vaccinazioni“.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma: “Penso che gli operatori sanitari non possono rifiutare di fare il vaccino, anzi penso che proprio loro non debbono essere resi idonei se si rifiutano, un rifiuto in questo momento è assolutamente inappropriato“.

Nettamente più cauta la ministra pentastellata della PA, Fabiana Dadone, la quale precisa: “Non sono una grande appassionata dell’obbligo in campo vaccinale. Ritengo, al contrario, che un metodo coercitivo sarebbe assolutamente assurdo“.

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, invece parla di “passaporti sanitari” per coloro i quali hanno ricevuto il vaccino. Tale documento sarà necessario per svolgere una serie di attività. Sui medici che rifiutano di sottoporsi a vaccinazione, lo stesso Sileri precisa: “Rimango perplesso quando sento di colleghi medici o infermieri restii a farsi il vaccino. Posso arrivare a capire le perplessità o anche la riluttanza di un normale cittadino che non ha studiato medicina e che non si fida ancora del tutto, ma penso francamente che chi, dopo anni di studio e di specializzazione in medicina e chirurgia e dopo aver visto tutto ciò che è accaduto in questi mesi, abbia ancora dei dubbi è meglio che cambi mestiere“.

Obbligatorietà dei vaccini mediante la modifica alla Legge 81/08

Infine, bisogna sottolineare come già esista una legge che potrebbe rendere obbligatorio la somministrazione del prezioso farmaco per questioni di sicurezza: si tratta della Legge 81/08. Tale norma oggi rende obbligatorio l’uso di alcuni dispositivi di protezione individuale. Il vaccino, essendo un deterrente per la salute dei lavoratori, potrebbe per questo essere reso obbligatorio per i lavoratori, alla stessa stregua di una mascherina, di un paio di cuffie o di un paio di scarpe antinfortunistiche.