I sindacati chiedono il vaccino per alunni e insegnanti per rientrare in sicurezza

Al via dal 27 dicembre la campagna vaccinale in tutta Italia che coinvolge, in questa prima fase, tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari e tutto il personale delle RSA, oltre agli ospiti delle stesse. Dopodiché, sulla base delle dosi che poco per volta si avranno a disposizione, si procederà con ulteriori fasi di somministrazione del vaccino.

Le fasi successive sono ancora da definirsi ma già si parla della somministrazione a coloro di età compresa tra i 60 e i 79 anni, dopo gli over 80, per poi riguardare tutti i lavoratori nelle categorie essenziali, scuola compresa.

Quando toccherà agli insegnanti?

Il commissario straordinario Domenico Arcuri ha confermato che il personale scolastico rientrerà in una seconda sessione della campagna vaccinale.

Dunque per gli insegnanti si vocifera che il vaccino sia previsto tra la fine della primavera e l’estate, sebbene non siano ancora state indicate date certe. E ovviamente riguarderà anche tutto il personale ATA.

Vaccino anti-Covid come ‘precondizione all’assunzione’

Il tema dell’obbligatorietà del vaccino è molto discusso.

La norma che su più fronti viene presa a riferimento è l’art 32 Cost., secondo cui non è prevista l’imposizione di alcun trattamento sanitario, se non a seguito di una legge ad hoc che lo imponga. Legge che al momento non è stata prevista.

Chi infatti è contrario al vaccino fa appello proprio a questa norma costituzionale.

Da parte dell’entourage governativo non sono mancate ipotesi di poterne prevedere l’obbligatorietà. Solo nelle scorse ore il sottosegretario Zampa, con riferimento ai vaccini a favore degli insegnanti, ha parlato di un dovere dettato dal buon senso e ha anche aggiunto come la somministrazione dovrebbe essere “precondizione all’assunzione prevista nel contratto di lavoro pubblico”.

Imposizione da parte del dirigente scolastico

Sulla stessa linea dell’imposizione è anche il giurista Ichino. In un’intervista rilasciata ad ‘Orizzonte Scuola‘, Ichino ha dichiarato quanto segue:

“Se la vaccinazione è disponibile, l’amministrazione scolastica può esigere la vaccinazione come misura di sicurezza, nell’interesse dei colleghi insegnanti e degli studenti. L’insegnante che rifiuti di adempiere questa disposizione, se impartita da chi ne ha il potere/dovere, può concordare la sospensione dall’insegnamento (senza stipendio) fino alla fine della pandemia; altrimenti può essere licenziato”.

L’idea avanzata è, dunque, quella che possa essere il dirigente scolastico ad imporlo, pena il licenziamento in caso di rifiuto.

Ad oggi non sappiamo ancora se sarà adottata questa linea dura o quella più morbida del ministro della PA Dadone, propensa per una semplice “raccomandazione forte” in ambito pubblico.