I sindacati chiedono il vaccino per alunni e insegnanti per rientrare in sicurezza

È scontro sul vaccino anti Covid, tra chi vorrebbe perfino renderlo obbligatorio e chi invece ne auspica solo un’ampia somministrazione.

E anche per il settore scolastico non mancano polemiche. Già da giorni, su più fronti, si chiede di inserire tra le “categorie” prioritarie a cui somministrare il vaccino anche il personale scolastico, spesso con dissenso da parte degli interessati.

A favore di una campagna vaccinale anche per il comparto scolastico sono molti sindacati.

Vaccino per poter rientrare in sicurezza

Già alcuni giorni fa il sindacato Snals aveva pubblicato un comunicato in cui chiedeva che fosse previsto per alunni e insegnanti la somministrazione del vaccino anti Covid per poter garantire in maniera concreta un rientro a gennaio in sicurezza. E ciò nel timore che l’ambiente scolastico possa essere sottoposto ad elevato rischio di contagio, al pari del comparto medico-sanitario.

Salvatore Auci, segretario provinciale Snals di Treviso ha infatti affermato: ”Il vaccino prioritario al personale della scuola può permettere di terminare l’anno scolastico con attività didattiche in presenza. Considerato l’alto rischio cui è esposto il personale docente e Ata, dopo gli operatori sanitari bisogna rivolgere l’attenzione a chi lavora a scuola. Non dobbiamo dimenticare che il quarantotto per cento del corpo docente italiano ha un’età media superiore ai 57 anni”.

E sulla stessa linea anche CISL Scuola , il cui segretario generale Maddalena Gissi si schiera a favore del vaccino, soprattutto pensando a tutti quei docenti che dovranno affrontare, inseguito, gli esami di maturità. Mentre nel breve termine, Lorella Benvegnù, segretaria provinciale CISL Scuola Treviso e Belluno, si allinea a Snals:

“Una campagna vaccinale riservata sarebbe ben accolta dal mondo della scuola. Del resto già a settembre, prima di iniziare le lezioni del nuovo anno, gli insegnanti si sono sottoposti in massa al test sierologico. Il 7 gennaio dobbiamo poter rientrare tutti in classe: la didattica a distanza è stata faticosissima per tutti; la scuola si deve fare in presenza. Rientrare quindi, ma in sicurezza, a tutela di tutti”.

Più cauto Marcello Pacifico del sindacato Anief, il quale non ha propeso per l’obbligatorietà della vaccinazione, ritenendo comunque di dover inserire tra le categorie prioritarie insieme a quella sanitaria, anche i lavoratori della scuola.