Quota 100
Quota 100: successo o fallimento?

Quota 100 è la misura sperimentale di anticipo pensionistico che cadrà in disuso il 31 dicembre 2021. Ma qual è il bilancio ad un anno dalla sua scadenza? Analizziamo i dati.

Aspettative e risultati

Quota 100 è la misura che permette di uscire in anticipo dal mondo del lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi versati.

La misura è stata introdotta in via sperimentale per tre anni e stando ai dati sembra non aver ottenuto il successo preventivato.

Come è, infatti, emerso dal recente Rapporto sul coordinamento di finanza sono state 228.826 le domande presentate nel 2019, di cui sono poi state accolte soltanto 160 mila richieste.

Un numero che corrisponde a circa il 60% delle potenziali domande di pensionamento.

Da qui si potrebbe dedurre che Quota 100 ha suscitato poco interesse nei lavoratori prossimi alla pensione.

Quota 100: successo o fallimento?

La misura è, quindi, da ritenersi un fallimento?

Per rispondere a questa domanda occorre tenere presente alcuni dati significativi.

Innanzitutto, bisogna considerare che le domande di pensionamento con Quota 100 sono state presentate da dipendenti appartenenti per il 40% al settore privato e per il 33% a quello pubblico.

Tra gli autonomi, invece, solo il 28% ha presentato domanda per beneficiare della misura.

In più, ricordiamo che i lavoratori per uscire in anticipo dal mondo del lavoro possono ricorrere anche ad altre strade.

Pertanto, la misura non è da intendersi come un vero e proprio fallimento. Anzi, dal punto di vista dello Stato, essa ha rappresentato un considerevole risparmio economico.

Basti pensare che in concreto per Quota 100 è stato utilizzato all’incirca solo un terzo del budget iniziale.