Milano, bimba inciampa e cade in classe: la colpa è dei genitori
Milano, bimba inciampa e cade in classe: la colpa è dei genitori

La vicenda di cui ci apprestiamo a parlare avvenne cinque anni fa presso una scuola di Cesano Boscone, in provincia di Milano. Una bimba frequentante la seconda elementare cadde in classe facendosi male. I genitori denunciarono dunque l’accaduto. La piccola Elena (nome di fantasia) indossava infatti uno stivaletto rotto.

Come informa ‘il Giorno’, le maestre provarono ad aggiustare la fibbia con delle graffette, invece di far indossare alla bimba le scarpe da ginnastica in armadietto. Elena riportò a causa di tale incidente una frattura scomposta e dovette subire una lunga riabilitazione. La madre e il padre di Elena fecero dunque causa al Ministero dell’Istruzione chiedendo 33.000 euro di risarcimento.

Milano, bimba cade in classe, ma la responsabilità è dei genitori

La richiesta di risarcimento danni da parte dei genitori di Elena è stata respinta, in quanto la colpa sarebbe stata proprio di una svista da parte della mamma e del papà della piccola. Per i giudici non c’è alcuna prova che Elena (che è guarita, ma che ha riportato un’invalidità permanente dell’8%) cadde per colpa dello stivaletto rotto.

Stivaletto già rotto quando Elena entrò in classe

La vicenda è terminata di recente in primo grado con la sentenza del giudice Lucia Iori, decima sezione del tribunale civile. È pacifico che lo stivaletto di Elena fosse già rotto quando la bambina entrò in classe. I genitori della bimba non solo non hanno avuto ragione per il momento, ma dovranno anche pagare le spese processuali.

La maestra si accorse subito che qualcosa non andava

Quando Elena entrò in classe il giorno dell’incidente la maestra si accorse immediatamente che la fibbia dello stivaletto fosse spezzata. La maestra provò dunque ad aggiustare lo stivaletto tramite delle graffette che erano servite alla causa e che erano state più volte controllate anche dalla maestra successiva nel corso della giornata.

Tuttavia, perché non far indossare alla bambina le scarpe da ginnastica conservate nell’armadietto? Il giudice nella sentenza scrive: “È pacifico che le scarpe indicate non siano consegnate alla scuola per fungere da calzatura sostitutiva, ma che le stesse siano precisamente finalizzate ad essere indossate, per motivi di igiene, esclusivamente presso la palestra”.