Scuola, il governo vuole ripartire così a settembre
Scuola, il governo vuole ripartire così a settembre

Riapertura scuola, il governo ha deciso di rinviare all’11 gennaio il rientro in classe degli alunni delle scuole superiori (al 50%) previsto per il giorno 7. La decisione è arrivata al termine di un Consiglio dei Ministri particolarmente agitato, con il Partito Democratico in pressing per la riapertura dopo il 15 gennaio e con M5S e Italia Viva contrari a qualsiasi tipo di rinvio. Soltanto le Regioni che nel monitoraggio di venerdì prossimo, 8 gennaio, dovessero essere considerate zone rosse, secondo le nuove regole dell’indice Rt approvate ieri, non riapriranno le scuole superiori. Ma per il momento nessuna Regione sarebbe vicino a quella soglia.

Riapertura scuole rinviata all’11 gennaio: la decisione del governo

Sul fronte scuola, la giornata di ieri ha visto la decisione presa da diverse Regioni per un rinvio a fine mese della riapertura delle scuole superiori, in attesa di comprendere meglio l’andamento dei contagi. Il capodelegazione del Pd, Dario Franceschini, ha parlato di ‘questione politica’: lo stesso Franceschini ha chiesto al premier Conte un rinvio al 15.

La reazione delle ministre renziane Teresa Bellanova e Elena Bonetti è stata durissima considerando l’ipotesi rinvio come un qualcosa di ‘inaccettabile’, appoggiando fermamente la posizione della ministra Lucia Azzolina che, nel pomeriggio, aveva richiamato le Regioni ‘ribelli’ a ‘riflettere sulle conseguenze delle loro decisioni di rinvio per gli studenti e le famiglie’.

Rinvio all’11 gennaio, dietrofront delle Regioni ‘ribelli’?

Come riporta il ‘Corriere della Sera’ di oggi, martedì 5 gennaio 2021, il ministro della Salute Roberto Speranza e quello per gli Affari Regionali Francesco Boccia hanno avanzato l’idea di un mini rinvio dal giorno 7 al giorno 11, quando entreranno in vigore le nuove soglie per determinare le aree di rischio. 

Ora, però, bisognerà capire se il rinvio influirà sulle decisioni già prese dai governatori: quanti si adegueranno e quanti, invece, confermeranno le loro ordinanze.