No Dad, per chi ancora crede nella scuola in presenza

La decisione del rientro a scuola, avvenuto già oggi 7 gennaio 2021 per l’infanzia, la primaria e la scuola secondaria di I grado, desta da giorni critiche e malcontento. La propensione per una scuola in presenza non pare infatti essere presa in considerazione dalla maggior parte del personale scolastico. O almeno non alle attuali condizioni, con un’organizzazione dei trasporti scolastici da migliorare e classi pollaio da dimezzare.

Ciò che viene dunque lamentato è un ritorno in classe senza le giuste garanzie di sicurezza.

Sull’altro fronte però c’è anche chi chiede a gran voce il ritorno in aula per ogni ordine e grado, sottolineando la necessità di una didattica in presenza.

Da Nord a Sud scioperi e proteste

Slogan d’effetto quelli portati oggi in Piazza del Plebiscito a Napoli e davanti il palazzo della Regione da un centinaio di genitori ‘No Dad’. Tra gli striscioni infatti si legge “la scuola bussa” e “la scuola siCura non si chiude”.

Chiaro dunque il messaggio che vuole essere lanciato: l’esigenza della scuola in presenza.

I genitori manifestanti imputano gravissime responsabilità alla Regione Campania e al Governo per non aver fatto nulla “per garantire il diritto costituzionale all’istruzione senza metterlo in contrapposizione con il diritto alla salute”.

Ciò che le famiglie No Dad chiedono al presidente De Luca sono trasparenza sulla situazione sanitaria, screening periodici per la comunità scolastica per tornare a scuola in sicurezza e «non iniziative spot», potenziamento dei trasporti.

Sulla stessa linea di pensiero anche un gruppo di insegnanti e genitori di Milano. Come infatti annunciato e riportato sul portale ‘La Tecnica della Scuola’, per domani 8 gennaio 2021, a partire dalle 8 di mattina, hanno pensato di attuare lo sciopero della Dad. L’iniziativa, già annullata però per le scarse adesioni riscontrate, sarebbe dovuta consistere in una giornata durante la quale insegnanti e studenti favorevoli alla scuola in presenza non sarebbero stati connessi.

Doveva trattarsi dunque di una protesta civile e anti contagio per sensibilizzare sull’importanza della didattica, che sarà sostituita da altre forme di mobilitazione maggiormente incisive.

In ogni caso già oggi oltre a Napoli e alla capitale lombarda, anche a Firenze, Roma, Bologna, Torino, Faenza, Mantova, Salerno, Massa Carrara, Modena, Pontedera, Prato, Pisa, Cremona, Brescia, Treviso, Padova ci sono stati altri presidi e manifestazioni pacifiche, che continueranno anche nei prossimi giorni in tutta Italia.