Pensione di vecchiaia
Pensione di vecchiaia: requisiti, contributi e calcolo dell'importo

Pensione di vecchiaia 2021: requisiti, calcolo e conteggio dei contributi. Ecco la guida completa per uscire dal mondo del lavoro senza anticipo.

Pensione di vecchiaia: cos’è e come funziona

In Italia per uscire dal mondo del lavoro è possibile usufruire della pensione ordinaria o di quella anticipata.

Al primo gruppo, in particolare, appartengono la pensione anticipata ordinaria e la cosiddetta pensione di vecchiaia.

In quest’ultimo caso, per accedere alla pensione, è necessario soddisfare il requisito anagrafico, che per il 2021 corrisponde al raggiungimento dei 67 anni, sia per gli uomini che per le donne.

Ad ogni modo, a questo primo requisito si aggiunge anche quello contributivo. Infatti, anche per la pensione di vecchiaia bisogna prima aver maturato un numero minimo di contributi.

Generalmente si tratta di 20 anni, anche se in realtà esistono alcune eccezioni che consentono di andare in pensione anche con 15 anni di contribuzione o addirittura con 5. Ecco quali sono i requisiti per questi casi specifici.

Pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi

Come abbiamo anticipato, esistono alcune eccezione alla regola dei 20 anni di contributi per accedere alla pensione di vecchiaia.

La deroga dei 15 anni di contribuzione, per esempio, è applicabile solo quando:

  • gli anni di contributi in questione sono stati maturati entro il 31 dicembre 1992;
  • si è iscritti al fondo lavoratori dipendenti o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps.

Esistono, poi, ulteriori deroghe per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Ago dell’Inps e per gli iscritti ex Enpals .

Pensione con contribuzione di 5 anni

In questo caso il requisito anagrafico sale a 71 anni e si parla di pensione di vecchiaia contributiva, in quanto l’importo dell’assegno si calcola solo su base contributiva.

Calcolo dei contributi

Per stabilire l’importo della pensione esistono di fatto due tipologie di calcolo: retributivo e contributivo.

Il primo caso si applica a coloro che hanno almeno 18 anni di contributi versati prima del 31 dicembre 1995 e la pensione si calcola sulla base degli ultimi stipendi ricevuti.

Il secondo, invece, si basa sugli anni di contributi effettivamente versati, rivalutati e trasformati in rendita da un coefficiente che cresce con l’aumentare dell’età pensionabile.