diplomati magistrali, tra passato e presente

Giungono notizie di nuovi esiti negativi delle sentenze di merito. Nulla di inaspettato per i malcapitati Diplomati Magistrali.

Quella che li vede coinvolti è una querelle ventennale che li ha portati, e li vede tuttora impegnati, in battaglie legali senza pari.

Stiamo parlando di insegnanti idonei a ricoprire incarichi annuali sia su posto di sostegno sia su posto comune, ma non idonei ad essere assunti a tempo indeterminato.

Ma chissà, forse la storia può andare incontro a chi ritiene questi precari della scuola non abilitati per il ruolo.

Gae, le graduatorie bandite ai Diplomati Magistrali

Proviamo a fare un passo indietro negli anni.

Fino al 1999 il diploma magistrale era considerato titolo abilitante per accedere ai concorsi, tramite i quali si aspirava al ruolo nella scuola primaria e dell’infanzia.

Nel 1999 nascono le graduatorie permanenti, graduatorie provinciali a cui si accedeva col raggiungimento di 2 requisiti: 1) aver maturato 360 gg di servizio; 2) aver conseguito l’idoneità/abilitazione tramite un apposito
concorso.

Successivamente, con legge n. 296/ 2006 le graduatorie permanenti vengono trasformate in graduatorie ad esaurimento e, derogando ai requisiti previsti dalla legge 124/1999, viene consentito l’accesso a
tutti gli insegnanti abilitati.

E qui entriamo nel nocciolo della questione. Tra gli insegnanti abilitati sono esclusi i diplomati magistrali. Ma, attenzione. Il decreto interministeriale del 10 marzo 1997, che dava attuazione alla legge 341/1990 (con cui venivano soppressi gli istituti magistrali) all’art 2 comma 1 riconosce valore abilitante ai diplomi magistrali conseguiti entro l’a.s 2001/2002.

E l’art 15 comma 7 del DPR n. 323 del 23 luglio 1998 ne ha confermato il “valore legale e abilitante all’insegnamento nella scuola elementare”.

Quindi, tanto per cambiare, si è assistito al solito garbuglio legislativo all’italiana: si parla di “valore abilitante” negli ultimi due citati decreti ma, a quanto pare, non sufficientemente abilitante per accedere alle Gae in base alla legge di istituzione delle stesse.

Ai diplomati magistrali è stato dunque solo concesso l’inserimento nella III fascia delle graduatorie d’istituto. E tutto ciò nell’assoluta assenza di bandi concorsuali per almeno 10 anni.

A seguito poi di vari ricorsi, appoggiati anche da alcune sigle sindacali, riescono nel 2014 ad ottenere l’accesso alla II fascia GI ma mai alle Gae a pieno titolo.

Diplomati Magistrali e la valanga di ricorsi

È stato soprattutto a partire dal 2014 che le aule dei tribunali sono state “prese d’assalto” dai molteplici ricorsi avviati per potersi vedere riconoscere il diritto di accedere al ruolo per il tramite delle Gae.

E da lì sono cominciate le molteplici cautelari con cui molti dm sono riusciti ad entrare nelle graduatorie ad esaurimento con riserva, e ad ottenere anche il ruolo (sempre con riserva).

Importanti sono state le ordinanze 4312/15 e 4313/15 con cui il Tar ha aperto nuove prospettive per l’inserimento nelle GaE della primaria e dell’infanzia ai diplomati magistrali entro il l’a.s. 2001-2002. Ma, nonostante ciò, eclatanti si sono rivelate le due ormai note adunanze plenarie del Consiglio di Stato del 2017 e del 2019, col cui orientamento è stato negato in maniera categorica l’accesso alle Gae e al ruolo tramite questo canale, ritenendo il diploma magistrale titolo non sufficiente per
queste graduatorie.

È seguita dunque una pioggia di meriti negativi, con tanto di licenziamento anche di coloro che avevano superato positivamente l’anno di prova. E gli esiti negativi continueranno anche nei prossimi mesi nonostante una piccola percentuale di DM abbia invece avuto la fortuna di vedersi confermare il ruolo o l’appartenenza alle Gae a pieno titolo con sentenza passata in giudicato.

Diplomati Magistrali oggi

Quali conclusioni possiamo trarre da tutta questa vicenda? L’orientamento giuridico del passato, fino ad un certo momento storico, ha delineato una propensione a riconoscere valore abilitante al diploma magistrale, confermato ancora oggigiorno da taluni orientamenti giurisprudenziali nonché dalle ripetute assunzioni a tempo determinato di DM.

Manca però il punto focale: il benestare politico.

Un piccolo passo avanti è stato fatto con la creazione delle Gps, graduatorie per titoli e servizi, da cui però poter ancora attingere sempre e solo per supplenze annuali e non per il ruolo.

La battaglia per le Gae è palesemente ormai persa, ma non la guerra dei Diplomati Magistrali, il cui obiettivo resta l’assunzione per titoli e servizi e, perché no, l’utilizzo delle già esistenti Gps come secondo canale quale accesso al ruolo nelle province in cui le Gae sono già esaurite.