Supplenti Covid, altro che Recovery Fund: è frustrazione stipendi
Supplenti Covid, altro che Recovery Fund: è frustrazione stipendi

Supplenti docenti e personale ATA Covid, continua l’odissea dei precari assunti per fronteggiare l’emergenza coronavirus per quanto riguarda il pagamento degli stipendi. Un articolo pubblicato dal quotidiano ‘La Stampa’, oggi, lunedì 18 gennaio 2021, sottolinea la sempre più complicata situazione per molti lavoratori che continuano a non ricevere quanto spetterebbe loro.

Stipendi supplenti Covid, altro che Recovery Fund

Altro che pioggia di miliardi del Recovery Fund. Sono 70mila i precari che hanno ottenuto una supplenza annuale Covid. Anna Maria Santoro della Cgil, però, ha spiegato le problematiche riguardante gli stipendi: ‘I ministeri (Economia e Istruzione) hanno quantificano in modo sbagliato i costi per retribuirli’. A novembre, si erano già accorti che i soldi non bastavano.
A complicare le cose, la burocrazia: anche quando i fondi per pagare lo stipendio sarebbero disponibili, ma mancano solamente 7 euro per un diverso calcolo di un assegno familiare o di una detrazione, il sistema si blocca e lo stipendio non viene pagato. 

Personale scuola Covid, la ‘patata bollente’ stipendi passa dal MI al MEF e viceversa

La beffa, per non usare il termine farsa, assume connotati grotteschi se si pensa allo stucchevole scaricabarile tra Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Economia, oltre ad accusare le scuole di non aver completato le autorizzazioni ai pagamenti. 

E a rimetterci, purtroppo, sono i lavoratori: tutti e 70mila precari Covid stanno ancora aspettando lo stipendio di dicembre, almeno metà di loro quello di novembre. Addirittura almeno un quarto di loro nemmeno un euro.

Il governo ha previsto per oggi, 18 gennaio, un’emissione speciale: per molti supplenti Covid, altro che i miliardi del Recovery Fund, ancora non si vede un quattrino.