Concorsi, GPS e 24 CFU: chiarimenti per diplomati ITP
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Riapertura scuole, un gruppo di 54 professori del liceo ‘Alberti’ di Napoli ha scritto una lunga lettera al premier Giuseppe Conte e alla ministra Azzolina per chiedere il mantenimento della didattica a distanza. ‘Vogliamo che la città conosca – si legge all’inizio della lettera – il forte nostro disappunto in merito alla catena di decisioni che, partite dall’Esecutivo e in ultimo confermate da un magistrato del Tar regionale, ci obbligano, accanto ai colleghi degli altri ordini di scuola, a un abrupto rientro in classe in piena pandemia.’

Rientro a scuola in sicurezza, docenti scrivono a Conte e Azzolina

All’interno della lettera vengono esposte le problematiche riguardanti la gestione degli spazi interni oltre a quelle che riguardano, invece, l’ambiente esterno e i trasporti. I docenti, a proposito della DAD, affermano: ‘L’errore di fondo è stato il creare una ficta alternativa tra lezione in presenza e DAD. QUESTA ALTERNATIVA NON C’ERA E NON C’È; è solo una forzatura paralogica, che ha finora prodotto – e non poteva essere diversamente – precipitose macchine indietro e chiusure delle scuole sine die. L’ALTERNATIVA VERA ERA TRA DAD – che è tener lezione con altri mezzi; non è “chiudere le scuole”, come si ripete buffamente – E IL NULLA, ossia il deserto didattico che l’Italia conobbe, ad esempio, tra il ’43 e il ‘45. O quello che Napoli patì durante il colera o dopo il terremoto del 1980. Quando le scuole restarono chiuse per mesi e mesi.

La soluzione del 50 % in classe e del 50% in casa al PC – la cosiddetta didattica mista – NON FUNZIONA. Non può funzionare e lo capisce chiunque abbia fatto DAVVERO lezione. E’ un assurdo didattico perché obbliga il docente all’assunzione, contemporanea e dunque impossibile, di due stili comunicativi: uno per chi è in aula e uno per chi è a casa. E’ stata sperimentata e si è notato che il docente finisce con l’interagire davvero solo con chi è in classe. FATALMENTE. Ritmi, scelte lessicali, costruzione della lezione sono profondamente differenti, in presenza o in DAD. Ora, costringere un professore a parlare a mezza classe presente e a mezza appollaiata alle finestre di Google Meet, equivale a gettarlo in una zona grigia che favorisce SOLO chi in aula fisicamente c’è ed entra in empatia con il docente. I ragazzi collegati in remoto rimangono figurine sullo schermo, mute o semimute.’

La soluzione

SI VACCININO I RAGAZZI DAI 14 ANNI IN SU. VACCINATE NOI DOCENTI e si dotino le aule di sanificatori. dell’aria. A queste condizioni torneremo in classe di corsa. Perché è quello il nostro posto. In cui però vogliamo lavorare in SICUREZZA. Quella sicurezza che siamo sovente sollecitati a rispettare da “esperti” che vengono seriosamente a spiegarci che infilare le dita in una presa di corrente è pericoloso quanto spengere un cortocircuito con una secchiata d’acqua.’

Qui sotto potrete leggere il testo integrale della lettera.