Riforma pensioni e crisi di Governo
Crisi di Governo: cosa aspettarsi dal futuro del sistema previdenziale

Riforma pensioni e crisi di governo: tutte le notizie aggiornate al 28 gennaio 2021. Ecco cosa aspettarsi per il futuro previdenziale.

Riforma pensioni e crisi di governo: le ultime notizie

La crisi di governo attualmente in corso ha reso sempre più evidente la convergenza tra il futuro pensionistico e le sorti del Recovery Fund.

Stando, infatti, alle ultime notizie le risorse finanziare potranno essere erogate all’Italia solo nel caso in cui vengano messe in atto delle riforme strutturali.

Tra queste, secondo Bruxelles, ad avere la priorità deve essere soprattutto la Riforma pensioni, al fine di ridurre la spesa pensionistica.

Ecco perché, ad oggi, è impossibile ipotizzare la realizzazione di una misura di anticipo pensionistico come Quota 100.

Torna quindi al centro dell’attenzione una possibile attuazione di Quota 102, la misura che eleva l’età pensionabile di due anni e accresce le penalizzazioni sugli assegni.

In questo momento, però, con la crisi di governo anche Quota 102 potrebbe essere rimessa in discussione.

Di fatto, la Commissione Ue vorrebbe dal nostro esecutivo una revisione più nella direzione della Legge Fornero rispetto a quella della flessibilità.

Le parole di Roberto Ghiselli

Nel corso di un’intervista rilasciata a pensionipertutti.it, il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli è tornato a parlare della Riforma pensioni, inserita nel contesto della crisi di governo.

Quota 100 non è una risposta sufficiente ai problemi previdenziali dei lavoratori perché impedisce l’accesso anticipato alla pensione a chi è più debole” ha dichiarato Ghiselli.

Secondo il sindacalista è pertanto necessario attuare una Riforma previdenziale che permetta di scegliere quando andare in pensione dopo i 62 anni di età o con 41 di contributi, tenendo però conto di chi si trova in condizioni svantaggiate.

“Per noi è importante che questo tema rientri nell’agenda politica del prossimo governo”. Ha aggiunto subito dopo il Segretario Cgil, ricordando che al momento il seguito limitato di Quota 100 ha determinato un risparmio di circa 7 miliardi.

Un’ottima base, quindi, per ripensare il sistema pensionistico dal 2022.