Mobilità docenti 2021/22, Fioramonti: 'Blocco fake news o no? Ecco quello che mi interessa' (Intervista ESCLUSIVA)

L’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha gentilmente risposto ai microfoni di Scuola Informa in merito alla prossima figura che riceverà l’incarico per il dicastero di Viale Trastevere.

Fioramonti: ‘Al Ministero dell’Istruzione vedrei bene Patrizio Bianchi o Franco Lorenzoni’

Un recente sondaggio tra i lettori di Scuola Informa ha rivelato come il personale scolastico Le avrebbe conferito conferito volentieri un nuovo incarico come ministro dell’Istruzione. Se dovesse suggerire un nome per Viale Trastevere, quale indicherebbe personalmente?

‘Io, più volte ho detto che preferirei un governo di ‘non politici‘, quindi non figure di partito perché credo che, in questo momento, serva un governo che vada oltre gli interessi di parte e sarebbe, poi, molto difficile coniugare figure partitiche così diverse tra di loro, vista la larga maggioranza che si prospetta. 

Anche io sarei, quindi, fuori dal gioco essendo un parlamentare. Spesso sento dire che dico certe cose perché vorrei tornare a Viale Trastevere. In realtà, ritengo che ci sia bisogno di figure terze e non essendo terzo sono fuori dai giochi secondo la mia prospettiva. Proprio per questo motivo ritengo che ci possano diverse persone che potrebbero fare bene questo ruolo.

Ho conosciuto personalmente il professor Patrizio Bianchi, penso che sia una persona molto competente. Lo stesso vale per persone come Franco Lorenzoni, per esempio, ci sono tante persone che potrebbero fare un ottimo lavoro. Mi auguro che questo governo sia composto da coloro che hanno fatto l’istruzione sul campo, e che hanno conosciuto da dentro il mondo dell’istruzione e non da rappresentanti di partiti.’

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Governo Draghi, Fioramonti: ‘Il primo consiglio al nuovo Ministro dell’Istruzione? Ascoltare la scuola’

Tra tutti i problemi che la scuola è costretta ad affrontare, quale sarebbe il primo consiglio in assoluto che darebbe al nuovo ministro dell’Istruzione?

‘Il primo consiglio in assoluto – ha dichiarato Lorenzo Fioramonti – è di essere qualcuno che sia in grado di ascoltare la scuola perché la scuola, ormai, è un mondo sull’orlo di una crisi di nervi: ha bisogno di essere ascoltata. Io convocherei gli Stati Generali della scuola per un momento di ascolto.

Secondo me, le priorità sono quelle dell’affollamento delle classi, la questione del personale con la riduzione della discrepanza che c’è tra cattedre di diritto e di fatto. E poi la questione della retribuzione e del trattamento economico degli insegnanti. Queste sono le priorità che potrebbero essere risolte nel giro di sei mesi, basterebbe un intervento finanziario. Le classi pollaio, il precariato e il trattamento economico degli insegnanti sono tutte questioni di soldi. Bisogna tornare a una scuola ‘a misura di studente’, la scuola che io chiamo ‘di prossimità’, la scuola dev’essere un luogo di emancipazione.

Quando si parla di risorse, attenzione, perché le risorse si possono sperperare in cose che non servono: abbiamo visto i banchi, abbiamo visto, anche in passato, tante risorse investite su progetti, si, di eccellenza, ma più che altro per riempire le pagine dei giornali. Io eviterei di investire più risorse sui tablet o cose del genere, bisogna soprattutto ricordarsi che la scuola la fanno le persone, non le cose.

Quindi, prima bisogna investire sugli studenti e sugli insegnanti. È più facile fare un appalto e comprare 2-3 milioni di banchi piuttosto che fare un piano di assunzioni fatto bene. Se fossi il nuovo ministro – ha concluso l’onorevole Fioramonti – eviterei di scegliere la strada più semplice.’