Scuola, Fioramonti su Draghi: 'Bene, ma gli darei un consiglio' (Intervista esclusiva)

Scuola, le ultimissime dichiarazioni del premier incaricato Mario Draghi stanno facendo discutere sui social. A questo proposito, Scuola Informa ha interpellato, in esclusiva, l’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, il quale ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Fioramonti: ‘Questione del personale è centrale, ma la situazione è molto più grave di quanto immagina’

Onorevole Fioramonti, vorremmo chiederLe un suo giudizio sulle dichiarazioni rilasciate ieri da Mario Draghi sull’eventuale allungamento del calendario scolastico e sulla necessità di coprire tutte le cattedre vacanti in avvio di anno scolastico

‘Credo che la questione del personale e della scuola una delle questioni centrali – ha dichiarato Lorenzo Fioramonti – Mi fa piacere che il presidente Draghi si sia reso conto della situazione perché questa è davvero un’emergenza, soprattutto dopo un anno in cui si è fatto poco o niente su quel fronte.’

‘Non posso fare a meno di far notare che i numeri che ha menzionato il presidente Draghi sono la cima dell’iceberg perché lui ha parlato di 10mila cattedre vacanti mentre noi sappiamo che le cattedre sono molte ma molte di più. L’ho detto anche pubblicamente: quando si renderà conto della devastazione negli anni precedenti, forse si metterà le mani nei capelli perché capirà che la situazione è molto più grave di quanto immagina.’

Fioramonti: ‘Non è che la DAD si debba considerare un periodo completamente perso’

Per quanto riguarda il prolungamento dell’anno scolastico – ha proseguito Fioramonti – io gli consiglierei, prima di realizzarlo o mettere in campo delle misure in questo senso di consultarsi con chi sarà il suo ministro o la sua ministra dell’Istruzione oltre che consultarsi con il mondo della scuola perché con tutte le difficoltà della didattica a distanza non è che si può considerare il periodo della DAD come completamente perso.

È importante che, se ci sarà un prolungamento dell’anno scolastico non venga percepito dalla scuola come un’iniziativa calata dall’alto da parte, magari, anche di figure che di scuola capiscono poco ma che sia qualcosa di condiviso con il mondo della scuola’.