Governo Draghi, Luigi Gallo: 'Ecco la scuola che vorrei' (INTERVISTA)

Governo Draghi, l’onorevole Luigi Gallo ha gentilmente risposto alle domande formulate dalla Redazione di Scuola Informa in merito all’attuale situazione politica e ai possibili scenari che si prospettano per la scuola.

Scuola Informa, intervista esclusiva a Luigi Gallo: ‘Ecco perché l’Italia è andata in crash sotto il peso della pandemia’

Onorevole Luigi Gallo, La ringraziamo per la Sua disponibilità. Le chiediamo, un parere soprattutto in qualità di docente: come interpreta la presa di posizione del premier incaricato Mario Draghi in merito all’auspicata volontà di dare priorità alla scuola? 

‘Sono stato un docente di lunga data – ha spiegato l’onorevole Gallo – e un collaboratore del dirigente scolastico con delega all’incontro degli studenti con le realtà produttive della Campania che già nel 2013 aveva filiere industriali di energia rinnovabili e filiere industriali nella metallurgia, calcolo numerico e disegno CAD.

Poi dopo 5 anni di lavoro parlamentare nella Commissione Cultura, Istruzione, Scienze sono diventato Presidente della Commissione alla Camera dei Deputati e solo da quando il M5S ha governato il Ministero dell’Istruzione, sono partiti finalmente sostanziali finanziamenti per la scuola come non si erano mai visti e Draghi ha ragione quando dice che il futuro dell’Italia si costruisce sulla formazione e le nuove generazioni.

Dobbiamo preparare i giovani italiani non solo ad acquisire competenze di cittadinanza tali da permettere loro di surfare sulla complessità che il mondo ci consegna ma anche e soprattutto a garantire una formazione sulle nuove skills dell’economia digitale, della tecnologica e delle nuove professioni che ci attendono. Il pensiero scientifico è destinato ad integrarsi con quello umanistico se vogliamo far esplodere le vere potenzialità di questo Paese e da Ingegnere Informatico le dico che molti ostacoli dell’Italia restano culturali.

Mi assumo il rischio di affermare che l’Italia è andata in crash sotto al peso della pandemia anche perchè figure apicali e meno apicali nella macchina, sia pubblica che privata, non sono stati all’altezza della sfida e non hanno saputo affrontare la complessità della realtà, che ha bisogno di autonomia e di studio in un sistema troppo spesso abituato a svolgere compiti compilativi.’

Luigi Gallo: ‘Vorrei che i docenti diventassero guida di una scuola del futuro’

Secondo Lei, cosa possono aspettarsi di concreto dal nuovo governo i docenti e gli altri lavoratori della scuola?

‘Questo non è stato ancora adeguatamente chiarito – ha risposto l’onorevole Gallo – e dipenderà anche dai profili che sceglierà il prof. Draghi come ministro dell’Istruzione. Io vorrei che gli stessi lavoratori della scuola e i docenti diventassero guida di una scuola del futuro e dobbiamo fare in modo che si appassionino alle sfide che ci troviamo davanti in questo ventunesimo secolo.

Abbiamo la responsabilità del bagaglio che consegniamo ai giovani o delle scintille che riusciamo ad accendere in loro rendendo i giovani da bambini veri protagonisti del loro futuro. Per conoscere le politiche sulla scuola, bisogna conoscere anche quanti soldi il governo destinerà alla scuola – conclude Gallo – perché é un punto fondamentale’.