Precariato, Flora Frate: 'Ecco quello che chiedono i docenti' (INTERVISTA)

Precariato scuola, in queste ultime ore è tornata in auge la questione dei docenti ‘tutti in cattedra’ a settembre secondo quanto auspicato dal premier incaricato Mario Draghi. Scuola Informa ha chiesto all’onorevole Flora Frate (Azione) una sua opinione sulla problematica e quale potrebbe essere la soluzione.

Precari scuola, Flora Frate: ‘I docenti chiedono una soluzione socialmente equa’

Onorevole Flora Frate, La ringraziamo per essere intervenuta ai nostri microfoni. Vorremmo chiederLe:  ‘Tutti in cattedra a settembre, uno slogan che si ripete ogni anno e che sembra voler essere anche quello del premier incaricato Mario Draghi. Un’utopia anche per quest’anno? Quale potrebbe essere la soluzione?’

‘Quello delle cattedre vacanti è un problema serio che non inizia oggi – dichiara l’onorevole Flora Frate – piuttosto è in sintonia con la tendenza degli ultimi anni e chi avrebbe dovuto risolverlo, almeno stando alle dichiarazioni, non l’ha fatto o per mancanza di volontà politica o per incapacità politica: in entrambi i casi è un fallimento.

Le cattedre scoperte quest’anno raggiungono l’80%. Se era questa la strategia di stabilizzazione del Governo uscente, siamo al cospetto di un disastro totale. Per avere più cattedre servono più docenti, e un concorso che al massimo copre 20-30 mila unità è una goccia nell’oceano. Bisogna piuttosto immaginare una soluzione politica, cioè una misura urgente e straordinaria che accompagni i docenti precari verso un processo di stabilizzazione.

Servono interventi coraggiosi, non la caccia al nemico. I precari non cercano corsie preferenziali o favori clientelari, non vogliono raggirare il sistema come qualcuno ha insinuato. Questa narrazione ha intossicato il dibattito. Quello che in realtà chiedono i docenti è una soluzione socialmente equa, capace di coniugare il merito con l’esperienza acquisita in anni di lavoro sul campo.’

Flora Frate: ‘La stagione delle misure parziali o delle riforme confuse scritte da dilettanti allo sbaraglio è finita’

‘Non è stato equo, ad esempio, – prosegue Flora Frate – negare il diritto alle prove suppletive. Una scelta incomprensibile, ideologicamente ostile, finanche bocciata dal Tar e dal Consiglio di Stato. Il merito è una cosa seria, purtroppo è diventato l’argomento di chi non ha argomenti, il feticcio dei populisti. Si deve voltare pagina e iniziare a lavorare sui problemi concreti.

Abbiamo oltre 3mila diplomati magistrale licenziati; oltre 60mila precari che non hanno avuto la possibilità di abilitarsi con il TFA del 2015, previsto e poi annullato, e che quindi sono stati ingiustamente esclusi dal concorso con le sole prove orali del 2018; docenti di sostegno che devono avere la possibilità di accedere al ruolo dopo la dura specializzazione. Inoltre, occorre un piano per i 15mila insegnanti di religione, rimasti senza stabilizzazione dal 2004 ed esclusi sistematicamente da ogni provvedimento. Questa è la scuola in carne ed ossa, fatta di sudore, formazione continua e tanta passione.

Il momento storico che stiamo vivendo richiede uno sforzo da parte di tutti. Occorrono interventi chirurgici ed organici, perché se tocchi una parte allora devi intervenire sull’intero ingranaggio. La stagione delle misure parziali o delle riforme confuse scritte da dilettanti allo sbaraglio è finita. Solo un Governo davvero europeista potrà imprimere un cambiamento profondo, a cominciare dall’attuazione della direttiva europea sulla stabilizzazione dei lavoratori della Pubblica Amministrazione dopo 36 mesi di servizio. Archiviamo il passato e andiamo avanti senza nostalgia.’