Lucia Azzolina
Lucia Azzolina ha perso una grande battaglia identitaria: abolire le classi pollaio

Lucia Azzolina sarà ricordata come la Ministra dei banchi a rotelle. Invece poteva fare molto sull’abolizione delle classi pollaio. Era la sua battaglia identitaria. La prospettiva: il binario morto per le classi pollaio.

Lucia Azzolina, la Ministra dei banchi a rotelle

Lucia Azzolina, probabilmente non sarà riconfermata alla guida del Ministero dell’Istruzione. Il suo breve passaggio, durato appena un anno, non sarà ricordato positivamente. Il suo profilo sarà accostato storicamente ai “banchi a rotelle“. Questa narrazione è stata ampliata dalla grancassa mediatica fatta di dichiarazioni e interviste di esponenti politici a lei contrari.
Occorre dire che la richiesta (17% ) dei banchi a rotelle è partita quest’estate dalle scuole. Pertanto la loro esigua presenza nelle aule non può essere imputata alla Ministra o al commissario Arcuri. Questi arredi, ovviamente hanno una loro funzione, se li consideriamo all’interno di una didattica innovativa che va oltre la modalità classica della lezione frontale.

Classi pollaio, la battaglia mancata della Ministra

L’accusa, comunque conferma l’atteggiamento superficiale che molti esponenti politici hanno verso la scuola. I problemi della ripartenza non possono e non potevano essere ridotti alla presenza di questi banchi. Altri sono i punti critici. Tra questi le classi pollaio, volute dalla coppia Gelmini/Tremonti (2008-09) con il voto favorevole della Lega Nord. In molti casi la loro presenza ha impedito il distanziamento richiesto.
Ora non ho letto rilievi su questa mancata battaglia identitaria della Ministra Azzolina. Lei si era distinta, infatti nel luglio 2018 per essere stata la prima firmataria della legge di abrogazione di questo obbrobrio organizzativo. Proposta che era preceduta da una lunga premessa pedagogica scritta anche da L. Azzolina.
Il provvedimento purtroppo fu abortito grazie allo stop imposto dal duo Aprea/Ascani (Commissione Istruzione, gennaio 2019) per motivi sostanzialmente di compatibilità di spesa.
Lucia Azzolina, una volta divenuta Ministra, aveva la grande possibilità di avviare il processo di superamento delle classi pollaio. E invece, non ha affrontato al momento dell’emergenza sanitaria il problema, ripiegando poi verso la più semplice soluzione di qualche intervista che legava l’impossibile superamento delle classi pollaio al Recovery fund (Next Generation Edu)) e alla fine sperando per i prossimi anni in una diminuzione degli iscritti.

La prospettiva non invita all’ottimismo

Ed ora cosa accadrà dopo Lucia Azzolina? Purtroppo le classi pollaio finiranno in un binario morto.
L’ipotesi è confermata dalla prima uscita (presunta) del Presidente incaricato M. Draghi. Il suo problema è l’allungamento delle lezioni a fine giugno, ritendendolo risolutivo per colmare il gap di apprendimento prodotto dalla Dad.
Altro elemento che mi fa tendere per una progressiva dimenticanza è la probabile nomina di un accademico. Solo la Ministra Azzolina, ancora fresca di insegnamento, poteva percepire il problema e risolverlo . E’ inutile augurarsi che lo facciano persone che frequentano aule universitarie e non scolastiche.