Il Ministro Patrizio Bianchi si era già occupato dei precari nel 2015 con un documento inviato a Stefania Giannini.

Se ne parla da anni ormai e non sono mancati anche emendamenti in tal senso. L’ipotesi è però sempre stata accantonata. Stiamo parlando della stabilizzazione degli insegnanti precari per titoli e servizi.

Ora, con l’avvento del nuovo governo, il mondo della scuola ha bisogno di una ventata di aria nuova. E tra i primi problemi da risolvere, come affermato dallo stesso Draghi, vi è quello della tempestiva copertura delle cattedre. Copertura che potrebbe essere garantita grazie alla riduzione del personale precario e l’assunzione dello stesso.

La richiesta di sindacati, forze politiche ed Europa

Il prossimo anno scolastico si preannuncia un anno all’insegna delle supplenze. Si parla di ben 200 mila supplenti.

Per cercare dunque di ridurre drasticamente il problema della ‘supplentite’, assumere per titoli e servizi non solo sarebbe la soluzione migliore, ma a chiederlo è anche l’Europa, che per anni (e anche recentemente) ha condannato l’Italia proprio per l’esagerato e perpetrato precariato scolastico.

E sulla stessa linea di pensiero si è sempre collocato anche Fratelli d’Italia e la Lega, che da tempo chiedono la messa in ruolo di tutti gli insegnanti precari con almeno 36 mesi di servizio ( 3 anni).

Negli ultimi mesi anche tutti i sindacati ( e non più solo Anief) sembrano essere allineati sulla stessa richiesta.

Diplomati Magistrali, i precari storici

A giovare di una stabilizzazione per titoli e servizi sarebbero sicuramente i Diplomati Magistrali, precari storici della scuola che, dopo aver perso la battaglia per le Gae si vedrebbero finalmente riconosciuta l’esperienza maturata in tutti questi anni.

La speranza resta dunque quella dell’arrivo di un Ministro dell’Istruzione che prenda seriamente a cuore il problema del precariato scolastico italiano.