Riforma pensioni flessibilità
Riforma pensioni: in cosa consiste la nuova proposta Damiano-Gnecchi

Riforma pensioni: in arrivo la nuova proposta della flessibilità dai 63 anni. Ecco cosa prevede.

Riforma pensioni, flessibilità dai 63 anni: in cosa consiste

Sul tema della Riforma pensioni arriva una nuova proposta da parte di Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi basata sulla flessibilità in uscita dai 63 anni.

L’obiettivo sarebbe quello di “migliorare e allargare l’Ape sociale” per “rendere strutturale la flessibilità nel sistema pensionistico, superando le rigidità anacronistiche introdotte dalla legge Monti-Fornero”.

In questo modo, si andrebbe a “collegare la flessibilità alle differenti aspettative di vita”. Ciò significherebbe, quindi, anticipare l’uscita dal lavoro di coloro che sono maggiormente esposti a rischi e fatica.

Un’ipotesi che secondo Damiano e Gnecchi diventerebbe senza dubbi indice di modernità sul fronte pensionistico.

Flessibilità in uscita e penalizzazioni

La proposta DamianoGnecchi avrebbe, dunque, l’obiettivo di rendere strutturale l’Ape sociale allargando la platea dei beneficiari.

In particolare, sempre dal loro punto di vista, servirebbe arrivare ad includere innanzitutto le categorie maggiormente esposte al rischio pandemia. Con un range di contributi compreso tra i 30 e i 36 anni.

Per tutti i lavoratori non appartenenti a queste categorie occorrerebbe, invece, pensare di permetter loro di andare in pensione dai 63 anni di età e 36 di contributi. Con una penalizzazione sull’assegno.

Per quanto riguarda, infine, le altre misure pensionistiche Damiano e Gnecchi manterrebbero in vigore le attuali Quota 41, Opzione donna, l’isopensione, il contratto di espansione e la normativa sui lavori usuranti.