Scuola, cosa cambia con il nuovo DPCM Draghi
Scuola, cosa cambia con il nuovo DPCM Draghi

Calendario scolastico, allungamento lezioni sino al 30 giugno? L’idea, naturalmente, piace molto ai genitori, decisamente meno (anzi per niente) ai docenti. Un articolo di Corrado Zunino su ‘Repubblica’ di oggi, sabato 20 febbraio 2021, mette bene in evidenza questa contrapposizione di vedute.

Calendario scolastico, allungamento sino al 30 giugno? I docenti non ci stanno

Se da una parte i genitori sono d’accordo per il prolungamento della scuola, gli insegnanti (e naturalmente gli studenti) alzano un muro di fronte a questa eventualità. I docenti si fanno sentire, sottolineando la loro profonda stanchezza causata da un anno dove si è lavorato molto di più a causa dell’emergenza Covid. ‘Come si fa a dire che la Didattica a Distanza non sia stata didattica?’, si chiedono gli insegnanti riferendosi alle dichiarazioni del premier Draghi che intende recuperare ‘il tempo perso’.

Il presidente di ANP, Antonello Giannelli, si mantiene prudente: ‘Il calendario scolastico dipende da come andrà l’epidemia. C’è una grossa incognita sulle varianti, molto aggressive. Disquisire, a metà febbraio, se si andrà a scuola fino al 15 o al 30 giugno appare una forzatura. In linea di principio, se ci fosse necessità di prolungare il calendario si può prendere in considerazione’.

Genitori dicono sì all’allungamento del calendario scolastico

I genitori, invece, non possono che essere d’accordo. ‘Repubblica’ riporta quanto scritto da una lettrice alla newsletter ‘Dietro la lavagna’: ‘Magari i miei figli andassero a scuola fino al 30 giugno, penso non ci sia un padre o una madre che non accetterebbe di buon grado per cercare di colmare lacune, anche psicologiche, che questo periodo ha portato’.