Sisa, nuovo comunicato su sciopero del 1° marzo 2021

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviatoci dal coordinamento nazionale SISA.

Nuovo comunicato su sciopero SISA del 1° marzo 2021

Il SISA, nel confermare le ragioni dello sciopero indetto per lunedì 1° marzo 2021 per docenti e studenti, purtroppo non per ATA data precedente altra indizione di altro sindacato, assicura che si svolgerà creativamente con manifestazioni on line a causa della pandemia e sarà aperto con un videomessaggio alle ore 8.00 la mattina stessa sulla pagina fb e sul sito del sindacato a cura del coordinamento nazionale, singoli e gruppi potranno trasmettere i loro video e le loro foto a sisascuola@libero.it ,ribadisce che:

in nessun modo è ammissibile un prolungamento dell’anno scolastico, sia perché l’impegno dei docenti e dei discenti nella DAD è stato massimo, sia perché a fine giugno gli edifici scolastici italiani sono inidonei a ogni forma di didattica, è possibile infatti espletarvi solo le colonie estive, come per altro attive da anni in tante realtà da Nord a Sud, attività ludico-ricreative che prevedono una permanenza all’aperto per un numero considerevole di ore.

Non siamo certo intimoritati dai dati sulla nostra rappresentatività utilizzati da taluni dirigenti per screditare la nostra organizzazione, la quale è radicata sul territorio nazionale ben oltre i paganti con trattenuta del Ministero dell’Istruzione. Valga la pena ricordare che nel 2019 da marzo a settembre abbiamo indetto scioperi per le giornate dei ragazzi per il clima e per l’ambiente e proprio lo sciopero di settembre ha raccolto una adesione del 10% della categoria tra docenti e ATA, una percentuale doppia pure rispetto agli scioperi promossi negli ultimi quattro o cinque anni da tutti i sindacati rappresentativi. Nel 2020 abbiamo indetto a maggio il primo e più consistente sciopero contro la DAD e come detto non vediamo contraddizione nell’aver protestato allora. Ieri si faceva passare la DAD come soluzione universale, oggi come inutilità universale, da sempre ci siamo battuti e ci batteremo contro questi estremismi, che sono del Ministero, non del nostro sindacato, il quale ha sempre preferito la didattica in presenza, ma che vuole vedere riconosciuto il ruolo dei docenti nella DAD, non riducibile a nulla come l’attuale governo vorrebbe lasciar intendere. Insomma, la scuola in presenza è molto meglio della DAD, ma i docenti e i discenti han fatto sforzi immensi per realizzarla, questo deve essere riconosciuto e valorizzato.

Infine manifestiamo totale condivisione rispetto all’ipotesi ministeriale di porre fine al precariato. Proponiamo quindi un immediato “ope legis” come nel 1984 dell’allora ministro Franca Falcucci, ovvero tutte e tutti coloro che hanno due anni di servizio, compreso quello ora in corso, devono essere immessi in ruolo, con iscrizione on line in liste nazionali entro il 30 aprile 2021 e con impegno del Ministero dell’Istruzione nell’attribuire le sedi di servizio ai neoassunti a tempo indeterminato entro il 30 giugno 2021. Solo così saneremo un disastro pluridecennale e avremo scuole a pieno organico a settembre. È evidente che chi sta svolgendo un concorso e lo supererà avrà la precedenza nella scelta della sede rispetto alle assunzioni “ope legis”. Senza “ope legis” sul modello Falcucci le parole del governo sono prive di qualsiasi fondamento e credibilità, riducendosi a burletta menzognera, perché in sei mesi non esiste formula – al di fuori di un “ope legis” – per procedere tempestivamente con le assunzioni.