Vaccinazioni in Italia: ultimo aggiornamento dati del 25 marzo
Vaccinazioni in Italia: ultimo aggiornamento dati del 25 marzo

La somministrazione dei vaccini anti Covid sta dividendo l’opinione pubblica, tra chi non vede l’ora di ricevere il vaccino e chi ha paura o comunque non si fida.

È giusto considerare anche la libertà di scelta di chi, seppur non negazionista, non è al momento a favore dei vaccini anti covid. E anche all’interno del personale scolastico, da come si legge nei vari social, una buona percentuale non vuole aderire alla campagna vaccinale.

Vediamo dunque di capire le ragioni a sostegno del ‘no’.

La contrarietà ai vaccini

Astrazeneca, il vaccino che viene somministrato al personale scolastico, è sicuramente quello che ha suscitato maggiori perplessità.

I dubbi risiederebbero nella sua minore efficacia rispetto ai vaccini Pfizer e Moderna. Tesi, questa, che è stata poi smentita nelle ultime settimane da alcuni medici i quali, al contrario, ne hanno assicurato la pari affidabilità.

Questo rappresenta però solo uno dei punti che destano contrarietà, anche tra docenti e personale Ata, portando ad un rifiuto dal farsi inoculare questa tipologia di vaccino.

Tra gli altri aspetti a scoraggiarne la somministrazione, a prescindere dal tipo di vaccino, vi è il dover firmare un consenso prima della sua iniezione, in base al quale, sostanzialmente, ci si assume la responsabilità di ogni effetto collaterale. In questo modo la casa farmaceutica è dispensata da ogni propria responsabilità.

Questo aspetto spiazza e conduce a fare un confronto con ogni altro vaccino per il quale mai è stato chiesto di firmare alcun consenso.

E da ultimo viene considerata con stupore la non totale immunità che conseguirebbe dopo la ricezione del vaccino, anche dopo il richiamo dello stesso, implicando la prosecuzione del distanziamento sociale e di ogni altra regola anti Covid fino a data da destinarsi.

Ragioni, tutte queste, che non possono essere condannate a priori rientrando nella scelta personale di ciascun individuo.

Obbligatorietà e ‘passaporti vaccinali’

Altre due questioni controverse che fanno discutere riguardano l’obbligatorietà e la richiesta di ‘passaporti’ vaccinali’ per poter circolare tra i vari paesi europei.

Sarebbe giusto rendere obbligatori i vaccini e arrivare a patentini di circolazione?

A tal proposito è intervenuta l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa il 27 gennaio 2021 con un rapporto votato a larga maggioranza e dal contenuto molto significativo. Si è trattato del rapporto “vaccini Covid-19: questioni etiche, legali e pratiche”.

Il Consiglio d’Europa ha sottolineato la non obbligatorietà dei vaccini, evidenziando come ciascuno Stato debba informare i cittadini circa questo aspetto e affermando che “nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole”.

A ciò ha anche aggiunto come “nessuno sarà discriminato se non è vaccinato” .

Infine, trattando il tema dei “passaporti vaccinali”:

i certificati di vaccinazione devono essere utilizzati solo per monitorare l’efficacia, i potenziali effetti collaterali e negativi dei vaccini”, perché “utilizzarli come passaporti sarebbe contrario alla scienza in assenza di dati sulla loro efficacia nel ridurre la contagiosità, la durata dell’immunità acquisita”.