Patrizio Bianchi
Scuola, il ministro Bianchi propone la DAD anche per il 'dopo Covid'

Scuola, le dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, al quotidiano torinese ‘La Stampa’, stanno facendo discutere, in modo particolare quelle sulla didattica a distanza, definita come ‘un patrimonio che non può essere disperso’, tanto è vero che il ministro intende considerare la DAD come un ‘arricchimento’ per quella che sarà la nuova scuola post Covid.

DAD anche nella scuola post Covid? Le parole del ministro Bianchi fanno discutere

‘La Stampa’ ha riportato le reazioni provenienti dal mondo della scuola. I movimenti Priorità alla scuola e Comitato A Scuola si sono mostrati prudenti nei confronti delle dichiarazioni del ministro: ‘Bisogna vedere come queste parole verranno attuate nella pratica. Per noi è essenziale che sia preponderante il rapporto umano, l’interazione’, dice Francesca Morpurgo di ‘Priorità alla Scuola’. 

Stefania Cecchetti, presidente di ‘Comitato A Scuola’ replica: ‘Perché la scuola e le famiglie devono pagare per gli errori della politica? I bambini più grandi sono a casa da un anno, siamo creando una generazione di disagiati. Da noi le scuole sono il capro espiatorio, ma ora la scusa non regge più’.

Antonello Giannelli, presidente di ANP (Associazione Nazionale Presidi): ‘In linea di principio sono d’accordo, la DAD va usata in modo intelligente ma nella gran parte dei casi è un’operazione ancora futuristica. La gran parte degli istituti non ha gli strumenti per poterla utilizzare come si dovrebbe’.

Il parere dei sindacati

E i sindacati cosa ne pensano? Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola: ‘Può essere utile ma è necessario che la didattica sia lasciata all’autonomia degli insegnanti e bisogna evitare che qualcuno voglia farci degli affari. La didattica digitale va regolamentata per tutelare la privacy e fornire la adeguate garanzie. È necessario un dibattito parlamentare, non una navigazione a vista come avviene ora’.

Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, ha replicato così: ‘È un modello che in modo intelligente può essere messo a disposizione della scuola del futuro senza sostituire la presenza’. Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli Insegnanti: ‘Non deve essere uno strumento di ordinaria didattica ma uno strumento in più da aggiungere agli altri’.